Panico
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Nel cuore del parco fluviale di Teramo si moltiplicano i segnali di una presenza stabile di persone senza dimora. Lungo alcuni tratti del lungofiume, infatti, sono sorti accampamenti di fortuna dove, secondo diverse segnalazioni, vivrebbero una decina di persone. Tra lettini, fornacelle e ripari realizzati con materiali di fortuna, alcune postazioni appaiono ormai organizzate come piccoli spazi abitativi all'aperto.
Una situazione che richiama l'attenzione non solo sul tema del decoro urbano, ma anche sulla necessità di garantire controlli costanti e, allo stesso tempo, adeguati interventi di assistenza nei confronti di chi vive in condizioni di estrema fragilità. Da più parti viene quindi auspicata una maggiore presenza della Polizia Locale, anche attraverso pattugliamenti in bicicletta elettrica, soluzione che consentirebbe di monitorare con maggiore efficacia un'area vasta e non sempre facilmente raggiungibile con i mezzi tradizionali.
Il fenomeno delle persone senza dimora interessa l'intero territorio nazionale. Il censimento "Tutti Contano", realizzato dall'Istat insieme alla Fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), ha rilevato nelle quattordici principali aree metropolitane italiane oltre 10.037 persone senza fissa dimora. Di queste, il 48,7% trascorre la notte direttamente in strada o in spazi pubblici privi di riparo, mentre il 36,5% trova rifugio in sistemazioni di fortuna. A livello nazionale si stima che circa 4.400 persone vivano stabilmente all'aperto, sotto ponti o in altri ricoveri improvvisati.
Anche Teramo è chiamata a confrontarsi con questa realtà. Il controllo del territorio rappresenta certamente un elemento importante sotto il profilo della sicurezza, ma può diventare anche il primo passo per individuare situazioni di disagio, attivare i servizi sociali e sanitari e costruire percorsi di sostegno.
La presenza di insediamenti lungo il fiume impone quindi un'azione coordinata tra istituzioni, forze dell'ordine e servizi di assistenza, affinché il problema venga affrontato con equilibrio, coniugando tutela della collettività e attenzione verso le persone più vulnerabili