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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Non bastavano le incursioni nei quartieri e gli avvistamenti nei pressi delle abitazioni. A Teramo i cinghiali hanno ormai raggiunto anche i giardini delle strutture sanitarie di Casalena e le aree verdi frequentate quotidianamente da famiglie e bambini. Una situazione che solleva nuovi interrogativi, soprattutto sul fronte della prevenzione e dell'igiene pubblica.
Segnalazioni da più zone della città
Da Colleatterrato a Colleparco, passando per Casalena e il parco fluviale, le segnalazioni si moltiplicano. A preoccupare non è soltanto la presenza degli ungulati, spesso accompagnati dai cuccioli, ma anche l'elevato numero di zecche segnalato in diverse zone della città.
I possibili rischi sanitari
I cinghiali possono infatti ospitare parassiti e rappresentare potenziali veicoli di malattie trasmissibili all'uomo. Tra queste la leptospirosi, infezione che può essere contratta attraverso il contatto con acqua o terreno contaminati dall'urina di animali infetti. Anche le zecche possono trasmettere patologie, rendendo necessari controlli mirati per valutare eventuali rischi sanitari.
Le richieste dei residenti
Nei prossimi giorni i comitati di quartiere e diversi residenti di Colleatterrato, Colleparco, Casalena e altre zone cittadine si preparano a chiedere interventi di disinfestazione, manutenzione del verde e monitoraggio delle aree maggiormente frequentate.
Provvedimenti non sufficienti
Nonostante i provvedimenti annunciati e l'impiego dei dissuasori olfattivi, la presenza degli animali continua a essere segnalata in numerosi punti della città.
Comune e Asl chiamati in causa
La situazione chiama in causa il Comune di Teramo, la Asl e gli enti competenti, ai quali viene chiesto di valutare interventi concreti per garantire la sicurezza degli spazi pubblici e delle strutture sanitarie.
Il paradosso della normalità
Il vero paradosso è che i cittadini rischiano di dover considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere: incontrare cinghiali nei giardini, nei parchi e persino nelle aree destinate alla cura delle persone. La prevenzione dovrebbe arrivare prima dell'emergenza, non dopo.