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Il caso

Teramo, un grido ignorato troppo a lungo: salvate madre e figlia in difficoltà

La scena che si è presentata agli operatori era difficile: urla, agitazione, momenti di forte disperazione

Teramo, un grido ignorato troppo a lungo: salvate madre e figlia in difficoltà
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Un intervento rapido, carico di tensione e umanità, quello scattato dopo una chiamata al numero di emergenza partita da Teramo. Per tutelare la privacy, l’immagine diffusa è stata volutamente alterata: ingrandita e resa sbiadita, così da non permettere alcuna identificazione del luogo.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il personale sanitario. La scena che si è presentata agli operatori era difficile: urla, agitazione, momenti di forte disperazione. Due donne, che secondo le prime informazioni vivrebbero in un edificio di recente costruzione non ancora completato e forse occupato irregolarmente, sono apparse in stato confusionale.

La madre avrebbe riferito che la figlia aveva minacciato di togliersi la vita. Dopo un lungo e delicato lavoro di mediazione, entrambe sono state accompagnate al pronto soccorso per accertamenti sia fisici sia psicologici. Un’azione coordinata, segnata da professionalità e prontezza, che ha evitato conseguenze peggiori.

Resta però, sullo sfondo, un contesto fatto di fragilità e marginalità che interroga profondamente. Quante situazioni simili restano invisibili? Quante volte si sceglie di non vedere? Domande che pesano, e che chiamano in causa tutti