Abruzzo Daily

Logo
Logo
L'emergenza

Freddo, asfalto e invisibilità: la quotidianità di chi vive in strada - Il caso Teramo

A Teramo, nelle prime ore del mattino, alcune persone senza dimora si svegliano durante le operazioni di pulizia urbana

Freddo, asfalto e invisibilità: la quotidianità di chi vive in strada - Il caso Teramo
di Giancarlo Falconi
2 MINUTI DI LETTURA

In Italia la povertà estrema ha un volto sempre più visibile. Le ultime rilevazioni diffuse da Istat (gennaio 2026) parlano di oltre 10mila persone senza dimora censite nei principali 14 comuni metropolitani. Un dato che fotografa solo in parte la realtà, ma che conferma una tendenza in crescita e sempre più radicata nei grandi centri urbani.

Roma guida questa drammatica classifica con più di 2.600 persone, seguita da Milano, Torino e Napoli. Colpisce soprattutto un elemento che ribalta una percezione diffusa: oltre il 60% dei senzatetto è composto da cittadini italiani. Non si tratta dunque di un fenomeno marginale o legato esclusivamente all’immigrazione, ma di una fragilità sociale interna, che attraversa fasce sempre più ampie della popolazione.

Il dato più duro resta quello delle morti in strada: nel 2025 sono stati registrati 414 decessi tra le persone senza fissa dimora, numeri che restituiscono il peso concreto dell’emergenza, ben oltre le statistiche.

In questo quadro si inserisce anche un episodio di cronaca locale che ha sollevato interrogativi e polemiche. A Teramo, nelle prime ore del mattino, alcune persone senza dimora si svegliano durante le operazioni di pulizia urbana. Una scena che si ripete all'infinito. Immagine che racconta più di molti numeri: il freddo pungente, l’asfalto umido, giacigli improvvisati e corpi avvolti in coperte leggere per proteggersi da temperature vicine ai cinque gradi.

Il risveglio non è quello di una casa, ma quello imposto dal passaggio dei mezzi di servizio. È qui che la marginalità diventa visibile, quasi inevitabile, e si scontra con il ritmo ordinario della città. Quelle stesse persone, poche ore dopo, si ritrovano spesso in fila davanti agli uffici pubblici, come la Questura, portando con sé storie diverse ma accomunate da una stessa condizione di precarietà.

Il caso di Teramo, pur circoscritto, diventa così emblematico: non un’eccezione, ma uno specchio di una realtà più ampia, in cui la gestione quotidiana dello spazio urbano si intreccia con il tema, ancora irrisolto, dell’assistenza e dell’inclusione sociale