Calcio
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di Tommaso Silvi

TERAMO. Non più soltanto segnalazioni isolate o proteste affidate ai social network. A Teramo il malessere attorno alla situazione della Villa Comunale si sta trasformando in una mobilitazione concreta, con cittadini e famiglie pronti a raccogliere firme per chiedere maggiori controlli e una presenza stabile a tutela del parco pubblico cittadino.
Al centro delle polemiche c’è soprattutto la mancanza di sicurezza percepita all’interno dell’antico orto botanico della famiglia Rozzi, da anni punto di riferimento per bambini, anziani e famiglie. Secondo diversi residenti, nonostante le risorse investite in eventi e manifestazioni, continuerebbero a mancare interventi strutturali capaci di garantire decoro e vivibilità quotidiana.
Tra le richieste più frequenti c’è quella di un custode fisso o di un servizio di vigilanza dedicato, misura annunciata in passato ma mai realmente attuata. A far esplodere nuovamente la protesta è stato quanto accaduto nel pomeriggio di ieri, 30 maggio, quando numerosi frequentatori della Villa avrebbero preferito allontanarsi a causa della presenza di persone ubriache, moleste e protagoniste di comportamenti ritenuti indecorosi.
Da qui la decisione di alcuni cittadini di costituire un comitato spontaneo con l’obiettivo di coinvolgere associazioni del territorio e realtà della macroarea cittadina in una raccolta firme destinata ad arrivare all’attenzione dell’amministrazione comunale.
Nel frattempo resta il senso di amarezza di chi vede uno dei luoghi simbolo della città sempre più al centro di episodi di degrado urbano. E mentre i residenti attendono risposte concrete, cresce la sensazione che la Villa Comunale continui a essere lasciata sola tra promesse mancate e controlli insufficienti.