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Ambiente e territorio

Teramo, il verde che fa paura: alberi secchi e rami pericolanti. Serve un piano straordinario

Dopo il crollo di un ramo su una panchina del parco fluviale torna l’allarme sulla sicurezza del patrimonio arboreo

Il ramo
Il ramo
di Giancarlo Falconi
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TERAMO.  Basta alzare lo sguardo passeggiando in alcune zone della città per accorgersi del problema: rami secchi, alberi sofferenti e piante che avrebbero bisogno di controlli approfonditi. Una situazione che non può essere affrontata soltanto quando arriva una segnalazione o, peggio ancora, dopo una caduta.

L’ultimo episodio al parco fluviale di Teramo, con un ramo finito sopra una panchina, riporta prepotentemente al centro dell’attenzione la sicurezza del patrimonio arboreo cittadino.

Il tema non è semplicemente estetico. Quando si parla di alberi lungo strade, marciapiedi, parchi e luoghi frequentati quotidianamente da famiglie, bambini, anziani e sportivi, la manutenzione diventa prima di tutto una questione di prevenzione e sicurezza pubblica.

Il settore manutenzione del Comune di Teramo avrebbe bisogno di maggiori risorse economiche, personale e strumenti per poter effettuare controlli sistematici e programmati sulle condizioni delle piante.

Occorre individuare per tempo gli alberi compromessi, verificare la stabilità delle chiome, intervenire sui rami secchi e programmare gli eventuali abbattimenti quando non esistono alternative. Ma tagliare non basta.

Teramo avrebbe bisogno di un vero nuovo Piano del Verde, capace di mettere insieme sicurezza e futuro: censimento aggiornato del patrimonio arboreo, manutenzione periodica, potature corrette e soprattutto nuove piantumazioni per sostituire gli alberi eliminati e aumentare progressivamente le zone verdi della città.

Un programma pluriennale che consenta di uscire dalla logica dell’emergenza e di entrare finalmente in quella della prevenzione. Perché aspettare il prossimo ramo a terra non può essere una strategia. Questa volta sotto c’era una panchina. La priorità deve essere fare tutto il possibile affinché, domani, non ci sia una persona.