L'intervento
Teramo, forte odore di gas: strada chiusa al traffico - Video
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Se il Teramo vincerà il campionato con uno o due punti di margine, in tanti ricorderanno questo plumbeo pomeriggio di metà febbraio. Nel quale il Diavolo, orfano del bomber Njambè squalificato, ha trovato nel centrocampista-goleador Carpani il risolutore _ in extremis _ di una partita che era stata difficile fin dall'inizio ed è diventata complicatissima nel finale. La zampata in mischia del giocatore ascolano arriva al sesto minuto di recupero e vale al Teramo tre punti pesanti in una giornata che ha visto le rivali Ancona e Ostiamare vincere dilagando e alla vigilia di due trasferte consecutive, particolarmente insidiosa quella di Sora.
Il primo tempo del match contro un buon Fossombrone, impostato da Giuliodori (ex mezzala biancorossa degli anni '90) con difesa a quattro e centrocampo a rombo, è scivolato via con poche emozioni e qualche fallo di troppo (in particolare su Pavone). Il Teramo ha creato una sola palla-gol, a dire il vero colossale, sciaguratamente sprecata da Sereni al 10' (tiro troppo morbido da pochi passi su assist di Borgarello, gran parata di Bianchini), e ha concluso altre volte in modo impreciso con Pavone, Botrini e Pietrantonio. Dall'altra parte è stata degna di nota solo una mezza rovesciata di Casolla (altro ex) finita sull'esterno della rete, ma va rimarcato che i marchigiani si sono chiusi soltanto a momenti e spesso hanno tolto l'iniziativa al Teramo. In conseguenza dello scacchiere tattico i biancorossi avevano spazio solo sulle corsie laterali, tuttavia senza i morbidi lanci di Angiulli (sacrificato da Pomante per rilanciare Carpani dall'inizio, e alla lunga non si può certo dire che sia stata una scelta sbagliata) arrivavano a servire Salustri e Pietrantonio con un certo ritardo, permettendo agli ospiti di blindare l'area. La giornata non brillante di Pavone e Sereni e i limiti di Persano facevano il resto.
Ci volevano altra aggressività e altra velocità nella ripresa, e per metà tempo in effetti ci sono state. Il Teramo ha subito occupato con decisione la metà campo avversaria ed è passato dopo dieci minuti: palla rubata da Pietrantonio a Casolla sull'out mancino, cross teso in mezzo, respinta con i pugni troppo centrale del portiere, controllo e tiro vincente di mezzo volo di Carpani dal limite dell'area. L'estremo marchigiano si è riscattato nei minuti successivi sventando con ottimi interventi una conclusione in spaccata di Bruni e tiri di Carpani e Borgarello. Un colpo di testa fuori di Bruni al 23' ha chiuso il momento d'oro del Teramo, che ha cominciato ad abbassarsi (poco c'entra l'ingresso di Angiulli al posto di Persano, rilevato nel ruolo di punta centrale da Carpani: il problema si ripete spesso, è evidentemente questione di testa) e così il Fossombrone, ridisegnato da Giuliodori con uno spregiudicato 4-2-4, ha ripreso campo. Al 33', sugli sviluppi di un angolo, la difesa biancorossa su un cross da sinistra si è persa il subentrato Kjeremateng, piazzato oltre il secondo palo, che ha concluso a rete: Grillo ha smorzato e alzato la traiettoria, Borgarello appostato sulla linea ha respinto il pallone. Molti hanno visto con una mano, compreso l'arbitro che ha indicato il dischetto del rigore, altri con il volto: in primis lo stesso Borgarello e compagni, che hanno protestato così fieramente da spingere l'arbitro a consultarsi con l'assistente e a revocare la decisione, scodellando il pallone sui piedi di Grillo. Furiosi, ovviamente, quelli del Fossombrone.
Il controverso episodio, però, non ha inciso più di tanto, perché gli ospiti l'hanno comunque raddrizzata al 41': cross da destra, respinta moscia del neo entrato Costanzi, controllo e tiro da manuale del terzino sinistro Fabbri che è andato a morire nell'angolo lontano. 1-1, gelo al Bonolis. Qui il Teramo ha tirato fuori il carattere e ha fatto la faccia feroce di chi non si rassegna e vuole vincere a tutti i costi. Aiutato dall'inferiorità numerica del Fossombrone (espulso Imbriola per doppia ammonizione, ennesimo fallo su Pavone, al 45'), il Diavolo ha assediato l'area biancoblù a pieno organico, con il difensore Cipolletti messo dentro al 47' a fare il centravanti. Dopo un tiro di Pavone fuori e una sventola da lontano di Angiulli parata miracolosamente da Bianchini, nel prolungamento del recupero _ che inizialmente era di cinque minuti _ il flipper fatto dal pallone in un'area occupata da 20 giocatori è stato rifinito da Botrini di testa e chiuso da Carpani con un sinistro chirurgico e liberatorio.
Il settimo gol stagionale del mediano-bomber, che non segnava da inizio dicembre (vittoria sul San Marino), lascia dunque il Diavolo in vetta e alimenta il sogno della C. Ora testa a Sora, ma prima ci sarà un altro momento importante: in settimana il giudice sportivo deciderà sul ricorso contro le tre giornate di squalifica a Njambè, e si è visto oggi che uno sconto al centravanti sarebbe importantissimo.
PAGELLE TERAMO
Grillo 6.5 - Bravo sui cross che il Fossombrone fa piovere in area e nella "mezza parata" che porta al rigore poi revocato.
Botrini 6 - Non nella migliore giornata ma è suo l'assist a Carpani per il 2-1.
Alessandretti 6.5 - Tosto e sbrigativo come al solito, qualche momento di sofferenza quando la squadra si abbassa.
Bruni 6.5 - Vedi Alessandretti. Nel recupero fa posto a Cipolletti, senza voto.
Salustri 6 - Lui e Pavone sulla fascia destra incidono meno del solito.
Costanzi (30' st) 5 - Sciagurata la respinta corta da cui nasce il pareggio ospite.
Carpani 7.5 - Riemerge con una doppietta preziosa da un primo tempo in ombra. Messo a fare il centravanti quando esce Persano, sembra diventare inutile e invece il suo fiuto del gol è decisivo nel mischione finale.
Borgarello 7 - Una ruspa, il biancorosso più in forma. Tanta legna in mezzo al campo e ci aggiunge il discusso salvataggio sulla linea.
Pietrantonio 6.5 - Caparbio nell'azione del primo gol, uno dei più lucidi anche nel difficile primo tempo.
Pavone 6 - Subissato di falli e meno ispirato del solito, ma comunque prezioso per guadagnare campo e punizioni.
Sereni 5.5 - Da uno con la sua qualità è lecito attendersi di più. Si mangia un gol in avvio, poi il 2006 Ronchetti lo limita al minimo sindacale. Dal 37' st lo rileva Mariani, senza voto.
Persano 5.5 - Generosità da vendere, la qualità però scarseggia: non aiuta la squadra a salire.
Angiulli (25' st) 6 - Nel convulso finale i compagni danno a lui la palla, che scotta tantissimo. Va vicino al 2-1 con uno splendido tiro da fuori.