Il blitz
Teramo, derubata mentre carica la spesa in auto: arrestata la banda del furto con destrezza
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Proseguono gli accertamenti sulla morte del detenuto di 25 anni avvenuta all’interno della casa circondariale di Castrogno, a Teramo. Secondo le ulteriori informazioni emerse nelle ultime ore, il giovane sarebbe Z.A., originario del Lazio.
Le indagini
Una prima ricostruzione investigativa, ancora in fase di verifica, ipotizza che il decesso possa essere stato causato da un arresto cardiaco.Il 25enne si trovava da solo nella propria cella quando è stato lanciato l’allarme.
All’ingresso del personale della Polizia Penitenziaria nel locale sarebbe stato avvertito un forte odore di gas.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi è quella di una possibile fuoriuscita proveniente dalla bombola utilizzata per il cucinino in dotazione alla cella. Al momento, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, sarebbero escluse sia l’ipotesi di una morte violenta sia quella di un gesto volontario.
L'autopsia
Saranno però necessari ulteriori approfondimenti tecnici e medico-legali per chiarire con precisione le cause del decesso.
L’autorità giudiziaria ha già disposto l’autopsia e gli esami tossicologici e istologici, che dovranno stabilire se il giovane sia morto a causa delle esalazioni di gas oppure per altre cause naturali riconducibili all’arresto cardiaco.
Da quanto appreso, il detenuto era stato trasferito nel carcere di Castrogno da meno di un anno e stava scontando una condanna per rapina. Gli restavano ancora circa quattro anni di pena da espiare.
L’inchiesta della Procura della Repubblica prosegue per fare piena luce sulla vicenda, mentre la salma resta a disposizione dell’autorità giudiziaria presso l’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo.