Sanità
Sanità al collasso: esami nel 2029 mentre la prevenzione si ferma oggi
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Il Teramo commette il secondo peccato mortale della stagione dopo quello di San Mauro Pascoli, e stavolta sembra palese che non ci sarà tempo per avere l'assoluzione. La serie C, salvo miracoli, è andata: -4 dalla vetta e -2 dal secondo posto, a tre turni dalla fine, sono quasi una sentenza. Il sogno sfuma in un grigio pomeriggio di aprile nel quale a un certo punto le notizie provenienti da Notaresco e Fossombrone, dove Ostiamare e Ancona erano in svantaggio, avevano reso il Bonolis una bolgia.
Il tifo impressionante e incessante del popolo biancorosso resta la cosa migliore della giornata, l'unica da salvare. Ma il tifo non porta punti, i gol necessari a restare in corsa doveva farli la squadra e non ne ha fatto neanche uno in 102 minuti. E' vero, c'è andata vicina più volte, e se avesse vinto 1-0 non ci sarebbe stato nulla da dire sulla legittimità del risultato. Ci sarebbe stato da dire però, per l'ennesima volta, sulla sofferenza patita per arrivarci: una sofferenza del tutto sproporzionata all'abissale differenza di valori tra i due organici, che al calcio d'inizio erano accreditati rispettivamente di 68 e 34 punti. Il Teramo è stato davvero pericoloso solo un paio di volte nel primo tempo, giocato a ritmi troppo bassi, e nel secondo, pur assediando l'area avversaria, è andato vicino al vantaggio soltanto su situazioni nate da calci piazzati (angoli o punizioni).
IL MOTIVO TATTICO
Senza voler crocifiggere un tecnico che in biancorosso ha fatto indubbiamente bene, stavolta non si può non dire che Marco Pomante è il primo colpevole di questi due punti persi. Il Teramo si è fatto ingabbiare per oltre 60 minuti dalla strategia scelta dall'esperto e bravo Fulvio D'Adderio e Pomante, di fronte a un quadro tattico tanto chiaro quanto complicato, non ha inteso cambiare il prediletto sistema di gioco: quindi ha lasciato in campo tre stopper _ inutili, contro l'unica punta termolese _ fino al 33' della ripresa. Troppo tardi, con l'uscita di Bruni e l'ingresso di Mariani, il Teramo è passato a un 4-4-2 peraltro anomalo, con l'ala Sereni messa a fare il secondo centravanti, e ancor più tardivo è stato l'innesto di un'altra prima punta (Persano), arrivato a cinque minuti dal novantesimo, con l'ulteriore anomalia di Sereni arretrato in mediana.
Per aprire il bunker di D'Adderio un'idea più coraggiosa poteva essere il 4-2-3-1, con Carpani sottopunta libero di infilarsi in area per sfruttare il suo istinto da killer, e in ogni caso non andava aspettato così tanto tempo per togliere uno stopper e aumentare i giocatori offensivi. Duole dirlo, ma D'Adderio con un materiale umano nettamente inferiore ha dato una lezione al più giovane collega, e non si può non rilevare come il Termoli sia al momento l'unica squadra contro cui il Teramo non ha mai segnato né all'andata, né al ritorno (anche al Cannarsa finì 0-0). Il tecnico molisano davanti a una difesa a cinque molto ben sincronizzata ha costruito un quadrilatero di giocatori (i due mediani bassi Ceesay e Hysaj e i due trequartisti Colabella e Mercuri, che solo nelle rare fasi offensive si alzavano e si allargavano sulle ali mentre in non possesso stringevano agendo da mezzali), in tal modo intasando gli spazi e ostruendo le linee di passaggio al Diavolo.
LA CRONACA
Davanti a questo Termoli perfetto tatticamente, che fino a un certo punto è stato anche in grado di uscire dal bunker e affacciarsi in avanti (lo dicono i quattro angoli conquistati), il Teramo _ limitato anche dalla giornata negativa dei giocatori d'attacco, va detto _ ha a lungo esercitato una supremazia sterile. Nel primo tempo le emozioni più forti le hanno offerte le belle notizie che arrivavano da Notaresco e Fossombrone, anche se vanno certamente annotati un tentativo da centrocampo di Angiulli dopo pochi secondi (palla alta di poco), un tiro dal limite fuori di Borgarello in pieno recupero e soprattutto, al 24', una rovesciata di Carpani su cross di Salustri che si è stampata sulla traversa. Un po' poco, su questo erano tutti concordi in tribuna nell'intervallo: ma speravano in un cambio di passo al rientro in campo. Ebbene, il cambio di passo almeno all'inizio non c'è stato e addirittura è stato il Termoli a sfiorare il vantaggio al 13' con un gran tiro di Colabella su cui Torregiani ha dovuto fare un miracolo.
L'assedio biancorosso si è via via intensificato e ha prodotto angoli a ripetizione e altri calci piazzati sui quali la palla ha danzato davanti alla linea di porta termolese più volte; il Bonolis ha gridato al gol su due colpi di testa ravvicinati di Bruni (17') e Pavone (32') finiti fuori bersaglio, e quasi a metà del lunghissimo recupero (49') il portiere molisano Iannaccone ha fatto una prodezza su una perfetta punizione dal limite di Pietrantonio, mandando la palla a sbattere sotto la traversa per poi rientrare in campo ed essere spinta in rete da Mariani, ma con una mano. E su questo quasi gol si è spenta la speranza del Teramo, mentre sugli altri campi Ostiamare e Ancona avevano già ribaltato il risultato. Davvero un gran peccato. Un peccato mortale
PAGELLE TERAMO
Torregiani 7 - Fa una parata eccezionale nel secondo tempo.
Botrini 5.5 - Apporto troppo scarso alla fase offensiva.
Alessandretti 6 - Partita di quasi relax visto che il Termoli lascia davanti il solo, pur bravo, Romano.
Bruni 6 - Nella ripresa attacca molto a sinistra, ma sempre come può attaccare uno stopper, e sfiora il gol su calcio piazzato. Al 33' lascia il posto a Mariani (senza voto)
Salustri 5.5 - Il Termoli chiude molto bene la sua fascia di competenza, lui balbetta e mette solo un paio di cross degni di nota.
Angiulli 6 - Si abbassa molto come al solito per avviare la manovra e lo fa anche bene, ma il Termoli lo lascia fare perché con Angiulli e i tre stopper che non attaccano ha la superiorità numerica nelle altre zone di campo.
Sereni (18' st) 5.5 - Non dà il cambio di marcia sperato, anche perché finisce presto a fare la punta centrale e poi il centrocampista.
Borgarello 6.5 - Nel primo tempo reclama un rigore ed è pericoloso al tiro, nel secondo quando esce Angiulli è lui a guidare l'assalto. Ma la sua generosità non basta. Nel finale fa posto a Persano (senza voto)
Pietrantonio 6.5 - Spinge senza tregua e mette in area tanti cross. Nessuno li sfrutta a dovere.
Pavone 5.5 - Lotta, prova a svariare da destra a sinistra, ma lo marcano bene e non trova mai la giocata importante.
Carpani 5.5 - Nel primo tempo si vede solo per la rovesciata finita sulla traversa, nel secondo fa solo legna in mezzo al campo.
Njambe 5 - Servito poco e male, d'accordo, ma è molto approssimativo nelle giocate e talora anche stranamente molle.