Serie C
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di Jacopo Forcella

SILVI. È un affondo diretto quello del consigliere di opposizione Vito Partipilo, che interviene sulla crisi istituzionale in corso a Silvi. Al centro delle critiche, la scelta del sindaco di revocare le deleghe e, soprattutto, le modalità con cui è stata accompagnata da una sfiducia espressa pubblicamente nei confronti del presidente del Consiglio comunale.
«Molto grave – sottolinea Partipilo –. Il sindaco può revocare deleghe con atto formale, ed è legittimo. Ma scegliere di sfiduciare il presidente del Consiglio a mezzo stampa, fuori dalle sedi istituzionali, è un fatto che non può essere ignorato».
Il nodo delle deleghe
Il consigliere entra anche nel merito della questione, evidenziando come la stessa revoca delle deleghe appaia una forzatura: «Il presidente del Consiglio comunale non dovrebbe avere funzioni esecutive né deleghe. Di fatto, il sindaco è intervenuto per ristabilire ciò che prevede l’ordinamento, ovvero il ruolo di terzietà e imparzialità di quella figura».Il silenzio della maggioranzaA preoccupare, però, è soprattutto il clima politico che si è creato attorno alla vicenda.
«E mentre tutto questo accade – evidenzia Partipilo – registriamo il silenzio totale della maggioranza. Un silenzio che pesa, che non chiarisce e che non assume responsabilità».Nel mirino anche il capogruppo dello stesso partito del presidente sfiduciato, nonché coordinatore provinciale: «Una figura che ogni giorno interviene e detta linea politica su tutta la provincia di Teramo, ma su Silvi non dice nulla. Nessuna parola, nessuna presa di posizione. Questo silenzio non è neutrale: è una scelta».
Le contraddizioni interne
Partipilo richiama anche un passaggio amministrativo recente: «È gravissimo che nella delibera di giunta relativa alla querela contro un comitato cittadino compaia, con voto favorevole, l’assessore di riferimento dello stesso presidente sfiduciato e dello stesso capogruppo oggi silenzioso».
L’emergenza frana ignorata
Il quadro politico si intreccia con una situazione territoriale complessa. «Tutto questo avviene mentre la città vive una fase drammatica legata alla frana, che sta mettendo in difficoltà cittadini e famiglie», sottolinea il consigliere.
Il rischio per l’economia locale
Con l’estate alle porte, la preoccupazione si sposta anche sul piano economico: «La stagione estiva rappresenta il vero motore della città. Ci si aspetterebbe un’amministrazione concentrata su programmazione e sostegno al territorio. Invece assistiamo a tensioni politiche che rischiano di compromettere l’immagine e la tenuta della città proprio nel momento più delicato».
L’affondo finale
La chiusura è netta: «I cittadini meritano rispetto, ascolto e risposte. Le istituzioni devono essere all’altezza del momento. Altrimenti si facciano da parte. Oggi, purtroppo, a Silvi tutto questo sta mancando».