La tragedia
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di Giancarlo Falconi

TERAMO. Un gesto distensivo verso i dipendenti della Provincia di Teramo arriva dal presidente Camillo D’Angelo, che con una mail inviata a tutto il personale ha annunciato l’intenzione di aumentare il valore dei buoni pasto. «Ho deciso di aumentare il valore dei buoni pasto dai 7 euro attuali a 10 euro», scrive D’Angelo, spiegando che la scelta nasce dalla volontà di aiutare i lavoratori a fronteggiare l’aumento del costo della vita.
La delibera dopo la mail
Dopo l’annuncio, però, sull’albo pretorio è stata pubblicata una delibera di indirizzo finalizzata al “possibile adeguamento del valore nominale del buono pasto”, con cui si chiede al dirigente di verificare se l’aumento sia effettivamente praticabile. Un passaggio che lascia aperta la questione: prima la comunicazione della decisione, poi l’atto che ne valuta la possibilità concreta.
Il nodo della normativa
Il problema riguarda la normativa nazionale. La legge di bilancio 2026, citata dalla delibera, ha portato a 10 euro la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto, stabilendo che fino a quella cifra non siano tassati. Resta però in vigore la spending review del 2012 (DL 95/2012), che fissa a 7 euro il valore massimo del buono pasto per i dipendenti pubblici, norma che nella delibera provinciale non viene citata.
Le posizioni di sindacati e operatori
Sul tema è intervenuta anche la Fp Cgil nazionale, che ha proposto un emendamento per superare il limite previsto dalla norma del 2012, sottolineando il gap normativo di un aumento della soglia di defiscalizzazione senza di pari passo l'aumento del valore del buono pasto per i pubblici dipendenti. Anche la società fornitrice Edenred ha ricordato che, nonostante l’aumento della soglia defiscalizzata, i limiti di spesa fissati dal decreto del 2012 per le PA restano ancora in vigore. Sarà un altro esempio di annuncite cronica?