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Spazi pubblici

Campli, sala comunale negata per incontro sul “No”: la minoranza scrive al Prefetto

La richiesta per l’utilizzo della sala era stata presentata il 6 marzo, dieci giorni prima dell’evento

La locandina
La locandina
di Giancarlo Falconi
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CAMPLI. Una sala comunale negata per un incontro pubblico sulle ragioni del “No” al referendum e una segnalazione formale inviata al Prefetto. È lo scontro politico che si accende a Campli a pochi giorni dalle consultazioni referendarie del 22 e 23 marzo.

A sollevare il caso è l’ingegner Fabiana Mariani, capogruppo consiliare di minoranza, che ha chiesto l’intervento della Prefettura dopo il diniego all’utilizzo della Sala Santa Maria degli Angeli per un appuntamento pubblico programmato domenica 15 marzo.

L’incontro, organizzato dal gruppo di minoranza come momento di approfondimento aperto alla cittadinanza, avrebbe visto la partecipazione di relatori di rilievo: il professor Luciano D’Amico, la dottoressa Laura Colica, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, e l’avvocato Manola Di Pasquale.

La richiesta per l’utilizzo della sala era stata presentata il 6 marzo, dieci giorni prima dell’evento. Tuttavia, secondo quanto riferito dalla minoranza, solo il 13 marzo il sindaco Federico Agostinelli avrebbe comunicato l’indisponibilità della struttura, a meno di 48 ore dall’iniziativa. Una risposta che, di fatto, ha costretto gli organizzatori ad annullare l’appuntamento.

Nella segnalazione inviata alla Prefettura, Mariani sostiene che il diniego non sarebbe stato accompagnato da una motivazione tecnica o amministrativa formalmente documentata e che le soluzioni alternative proposte dal Comune sarebbero risultate inadeguate.

«Di fronte a un rifiuto comunicato a ridosso dell’evento – afferma la capogruppo – siamo stati costretti ad annullare un’iniziativa pubblica importante per il confronto democratico. È un fatto grave perché limita la possibilità di informare i cittadini e garantire un dibattito pluralista».

Dopo la comunicazione dell’indisponibilità della sala, la minoranza avrebbe chiesto informalmente di poter utilizzare la sala consiliare o l’ufficio turistico nel centro storico, ritenuti spazi adeguati per ospitare l’incontro. Richiesta che, secondo la ricostruzione della stessa Mariani, sarebbe stata respinta dal sindaco durante un colloquio telefonico.

Solo successivamente, e dopo l’invio della segnalazione al Prefetto, l’amministrazione comunale avrebbe comunicato che la Sala Santa Maria degli Angeli non sarebbe utilizzabile a causa della presenza di deiezioni di ratti, che renderebbero necessario un intervento di sanificazione.

Una spiegazione che la minoranza contesta apertamente. «Il tentativo di apparire formalmente adempienti concedendo, a soli due giorni dall’evento, dei luoghi decentrati e poco adeguati – sostiene Mariani – rappresenta una pezza peggiore del buco. Il problema resta il diniego immotivato della sala consiliare e dell’ufficio turistico, realmente idonei a ospitare un confronto pubblico».

La capogruppo solleva inoltre dubbi sulle motivazioni legate all’inagibilità della sala. «È paradossale – attacca – che una struttura utilizzata fino a pochi mesi fa per eventi pubblici risulti improvvisamente invasa dai topi proprio nel momento in cui viene richiesta dalla minoranza per un incontro sul “No”».

Nella segnalazione alla Prefettura viene inoltre denunciato un clima politico e istituzionale che, secondo l’opposizione, renderebbe difficile il pieno esercizio delle prerogative dei consiglieri di minoranza.

«Siamo davanti a un copione che si ripete – conclude Mariani – con atteggiamenti arroganti e metodi che puntano a restringere gli spazi del confronto democratico e a marginalizzare ogni voce critica».

Per questo la capogruppo chiede una verifica urgente da parte della Prefettura affinché nel Comune di Campli siano garantiti i principi di par condicio, imparzialità amministrativa e il diritto dei cittadini a un’informazione completa in vista del voto referendario.