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La richiesta

"Non basta una telecamera": l'appello per la sicurezza del terzo lotto dell'Ospedale Mazzini

La questione riguarda in particolare il terzo lotto dell'ospedale, dove hanno sede reparti particolarmente delicati come Pneumologia, Psichiatria e Malattie Infettive

"Non basta una telecamera": l'appello per la sicurezza del terzo lotto dell'Ospedale Mazzini
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. La presenza di un sistema di videosorveglianza non può essere considerata, da sola, una risposta sufficiente alle esigenze di sicurezza dell'ospedale Mazzini. Le telecamere rappresentano certamente uno strumento di supporto, ma tra la segnalazione di un allarme, il controllo delle immagini e l'intervento della vigilanza privata possono trascorrere minuti preziosi, durante i quali una situazione critica potrebbe degenerare.

La questione riguarda in particolare il terzo lotto dell'ospedale, dove hanno sede reparti particolarmente delicati come Pneumologia, Psichiatria e Malattie Infettive. Secondo quanto segnalato, dopo le ore 16 non sarebbe più garantita la presenza del servizio di portierato. In queste condizioni, la prevenzione viene affidata quasi esclusivamente agli impianti di videosorveglianza, con il rischio di accorgersi troppo tardi dell'ingresso di un estraneo o dell'allontanamento di un paziente in stato di alterazione psicofisica.

Da qui la richiesta di ripristinare un presidio fisso di controllo, ritenuto indispensabile per assicurare maggiore tutela a pazienti, operatori sanitari e visitatori. In un ospedale pubblico, e soprattutto in reparti ad alta complessità assistenziale, la presenza di personale dedicato alla vigilanza dovrebbe rappresentare uno standard di sicurezza irrinunciabile e non una rivendicazione da riproporre periodicamente.