Le segnalazioni
Teramo di notte, il centro storico ostaggio di urla e vandalismi: chi interviene?
di Giancarlo Falconi

TERAMO. La domanda alla Asl: perché non viene attivato il percorso di tutela? Non siamo stanchi. E non smetteremo di raccontare le liste d’attesa della Asl di Teramo.
Il nostro report è arrivato a 411 segnalazioni e l’ultima storia ripropone, con una fotografia quasi perfetta, una questione che va ben oltre il semplice disagio organizzativo.
I tempi per gli accertamenti e regime privato
La prescrizione riguarda una radiografia al ginocchio sinistro, indicata in classe D, differibile. Per gli accertamenti diagnostici la classe D prevede un tempo massimo di attesa di 60 giorni, come confermato anche dalle indicazioni del Ministero della Salute. La disponibilità attraverso il Servizio sanitario pubblico? Giugno 2027.
Poi si prova a verificare la stessa prestazione in regime di libera professione intramuraria. La risposta cambia completamente: 27 agosto 2026. Tre giorni di attesa. Costo indicativo: tra 120 e 130 euro.
Cambiano gli interrogativi
E allora la domanda non può più essere soltanto: quanto bisogna aspettare?
La domanda diventa: conviene pagare? E soprattutto, chi non ha 120 o 130 euro cosa deve fare? Si rischia di creare una sanità a due velocità, nella quale la rapidità della risposta dipende dalla disponibilità economica del paziente?
È qui che torna inevitabilmente l’articolo 32 della Costituzione, quello che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.
Il percorso di tutela
Ma c’è un altro punto sul quale chiediamo una risposta precisa alla Asl di Teramo: perché, davanti a una prenotazione nettamente fuori dalla classe di priorità, non dovrebbe essere attivato il percorso di tutela?La Regione Abruzzo scrive chiaramente che, quando non è possibile garantire una prestazione di primo accesso entro il tempo massimo della classe di priorità, la Asl deve prendere in carico il cittadino attraverso il percorso di tutela.
Tra gli strumenti previsti figurano il recupero di disponibilità, sedute aggiuntive, l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato e anche l’acquisto di slot in attività libero-professionale intramuraria.
Non è soltanto un principio regionale.Il decreto-legge 73 del 2024, poi convertito nella legge 107/2024, stabilisce che quando i tempi delle classi di priorità non possono essere rispettati, le direzioni generali devono garantire l’erogazione attraverso intramoenia, prestazioni aggiuntive o privato accreditato, nei limiti delle risorse previste.
Esiste inoltre l’articolo 3, comma 13, del decreto legislativo 124/1998. La norma prevede, alle condizioni indicate dalla stessa disposizione, che quando l’attesa supera il termine stabilito l’assistito possa chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria, con la differenza rispetto alla partecipazione alla spesa posta a carico delle aziende sanitarie.
Per l'assistito esente, la disposizione contempla il costo della prestazione a carico delle aziende interessate. Quindi sì: la questione del percorso di tutela esiste eccome. Ed è proprio per questo che sarebbe sbagliato ridurre tutto al consiglio: “pagate l’intramoenia e poi chiedete il rimborso”. Il cittadino dovrebbe prima chiedere formalmente alla Asl l’attivazione del percorso previsto quando il sistema non riesce a rispettare la priorità clinica.Il problema vero rimane davanti a noi.
L'ultimo caso
Giugno 2027 con il Servizio sanitario, 27 agosto 2026 pagando. Stessa persona. Stessa radiografia. Stessa struttura sanitaria pubblica. Cambiano soltanto il canale di accesso e il portafoglio.
Alla 411ª segnalazione chiediamo quindi alla Asl di Teramo una risposta semplice: davanti a una classe D fissata a giugno 2027, come viene concretamente garantito il diritto del cittadino al percorso di tutela?
Perché la sanità pubblica non può avere una corsia veloce per chi può permettersela e una lentissima per chi quei 130 euro non li ha. Altrimenti la domanda finale non riguarda più soltanto le liste d’attesa. Riguarda direttamente il significato, nella vita quotidiana dei cittadini, dell’articolo 32 della Costituzione.