La tragedia
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di Giancarlo Falconi

Il tema delle liste d’attesa torna al centro dell’attenzione sanitaria regionale, sollevando interrogativi urgenti sull’effettivo accesso alle cure. In diverse realtà della Regione, infatti, si registrano casi sempre più frequenti di prestazioni diagnostiche rinviate di anni, con appuntamenti che arrivano addirittura alla fine del 2029. Una situazione che rischia di compromettere non solo la qualità dell’assistenza, ma anche l’efficacia delle politiche di prevenzione.
In questo contesto, cresce l’attesa per un intervento deciso da parte del nuovo Direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Maurizio Brucchi, chiamato a mantenere l’impegno assunto di “aggredire” il problema delle liste d’attesa. Non manca, tuttavia, una certa amarezza nel constatare come le criticità persistano, tanto da far emergere dubbi sull’operato del responsabile del settore, anch’egli Maurizio Brucchi.
A rendere concreta la portata del problema è la testimonianza di una cittadina, che ha voluto segnalare quanto accaduto:
“Buonasera, mi chiamo XXXXXXXX. Vorrei approfittare del vostro spazio per segnalare un episodio che mi è accaduto oggi. Mi sono recata presso il CUP dell’ospedale di Giulianova per prenotare una visita senologica di controllo, necessaria per monitorare alcune formazioni nodulari al seno già riscontrate in precedenti accertamenti.
Nonostante la disponibilità e la cortesia dell’addetta allo sportello, che si è impegnata per individuare la prima data utile, la prima disponibilità proposta è risultata essere il 6 giugno 2028.
Desidero sottolineare che, nelle visite precedenti, mi era stato raccomandato di effettuare controlli periodici annuali proprio per monitorare l’evoluzione di tali noduli. Un’attesa di oltre due anni rende di fatto impossibile seguire le indicazioni mediche ricevute e garantire un adeguato controllo della propria salute.
Ritengo questa situazione estremamente preoccupante e meritevole di attenzione, in quanto evidenzia una criticità importante nell’accesso alle prestazioni sanitarie.”
Il caso sollevato non appare isolato, ma rappresenta una criticità sistemica che coinvolge diversi ambiti della sanità regionale. La prevenzione, in particolare in campo oncologico, si fonda sulla tempestività dei controlli: ritardi così estesi rischiano di vanificare anni di campagne di sensibilizzazione.
Non può sfuggire, infine, un richiamo simbolico: lo stesso nome, Brucchi, richiama anche quello di chi, come senologo, ha per anni sottolineato l’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. Un principio che oggi sembra scontrarsi con le difficoltà operative del sistema.
In conclusione, la sfida per la governance sanitaria regionale appare chiara: trasformare gli impegni in azioni concrete e restituire ai cittadini un accesso tempestivo alle prestazioni. Perché, in sanità, il tempo non è solo un fattore organizzativo, ma spesso un elemento determinante per la tutela della vita.