Le indagini
Caso di Castel Castagna, il 22enne avrebbe già parlato con i carabinieri
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

L’AQUILA. La classifica sul gradimento dei sindaci dei comuni capoluogo, stilata ogni anno dal Sole 24ore è il termometro di quello che i cittadini pensano su come sono amministrati.
Spesso, per non dire quasi sempre, rispecchia in maniera abbastanza fedele quello che è rappresentato dalla realtà. Per quello che riguarda i quattro sindaci abruzzesi è quest’anno parziale.
La recente elezione di Giovanni Legnini a Sindaco di Chieti non poteva essere valutata ma, vista la portata del nuovo primo cittadino teatino, non facciamo fatica a pensare che, nonostante la difficile situazione economica nella quale ha raccolto il testimone, il prossimo anno lo troveremo se non nella top ten negli immediati paraggi.
Ricordiamo che Diego Ferrara, lo scorso anno, era al 19esimo posto. Interessante invece il dato che riguarda gli altri tre sindaci di L’Aquila, Pescara e Teramo. Tutti e tre al secondo mandato (e questo non è un dettaglio di poco conto dal momento che la storia insegna che è sempre il più difficile) e non era scontato che per due il risultato fosse così importante.
Il sesto posto del primo cittadino di L'Aquila Pierluigi Biondi con un consenso passato dal 54.4% al 61% è sintomatico di un apprezzamento da parte degli aquilani molto forte. Non è un caso che per Biondi le voci di una sua candidatura a Presidente della Regione Abruzzo (visto che Marsilio è al secondo mandato) siano sempre più ricorrenti. Anzi, qualcuno in passato ha anche ventilato l’ipotesi di una sua candidatura al Parlamento (Camera dei Deputati o Senato della Repubblica poco importa).
Sorride anche il Sindaco di Pescara Carlo Masci, che ha dovuto affrontare anche un ritorno parziale alle urne per la vicenda delle schede mancanti in alcune sezioni, perché il suo indice di gradimento è al 54% con un aumento del 3.1%. Questo lo posiziona al 41esimo posto in classifica.
Che ci fosse la crescita, proprio per il discorso della seconda parziale tornata elettorale del marzo scorso, lo ha certificato quell’intertempo (come si direbbe nello sport) che lo ha dato in forte crescita. Per Masci, che ha subìto anche attacchi e critiche, è una soddisfazione che ne gratifica l’impegno e il lavoro, nonostante qualche problema che c’è stato all’interno della sua maggioranza ne avrebbe potuto minare il risultato.
Il fanalino di coda abruzzese, e non è una sorpresa per chi vive a Teramo, è il sindaco Gianguido D’Alberto. I numeri sono impietosi: 77esimo posto in classifica, -5.5% rispetto alla precedente classifica e valore dato sotto il 50% rispetto al giorno dell’elezione.
Un crollo per il primo cittadino aprutino dovuto a varie motivazioni: la scarsa coesione che si avverte nella sua maggioranza dove molti “nani” vogliono diventare “giganti”, una gestione della sicurezza in città disarmante, un abusivismo dilagante nelle occupazioni di edifici, una gestione finanziaria delle risorse scellerata, con una spesa per manifestazioni, soprattutto quelle di scarso valore e pregio, troppo onerosa.
La bocciatura, in questo caso, è stata inevitabile. Il risultato dei sindaci abruzzesi, dunque, è la perfetta fotografia di quella che è la percezione dei cittadini. Il tempo per migliorarsi ulteriormente oppure di rilanciarsi, in teoria, ci sarebbe ma con le politiche in vista e le aspirazioni di qualcuno, non è detto che qualcosa possa cambiare.