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di Redazione Teramo

ROSETO. Disagi e preoccupazione nella serata del 7 marzo a Roseto degli Abruzzi, dove alcuni cittadini hanno trovato la sede della guardia medica priva del medico di turno e senza alcuna comunicazione ufficiale. Il servizio di continuità assistenziale, che dovrebbe garantire assistenza nelle ore notturne e nei festivi, risultava di fatto non operativo.
La situazione è stata segnalata poco dopo le 20 di sabato, orario di apertura del servizio serale attivo fino alle 8 del mattino. Diverse persone si sono presentate davanti alla struttura della Asl per visite e certificazioni mediche. Tra loro anche una donna che poco prima aveva accusato un malore.
Arrivati sul posto, i cittadini hanno trovato la porta chiusa e nessuna indicazione sull’assenza del medico. «Siamo qui alla guardia medica ma il dottore non c’è e nessuno sa nulla», ha raccontato uno dei presenti durante una telefonata fatta per segnalare l’accaduto. Nel frattempo, le persone hanno atteso davanti alla sede nella speranza che il medico arrivasse.
Dopo vari tentativi di contatto con il numero unico della continuità assistenziale provinciale, solo alla terza chiamata sarebbe arrivata la conferma: per quella sera la sede risultava scoperta. Nonostante ciò, davanti alla struttura non era stato affisso alcun avviso per informare i cittadini.
L’assenza di indicazioni ha fatto perdere tempo prezioso alle persone presenti, mentre le condizioni della donna che si era sentita male peggioravano. A quel punto è stato necessario chiamare il 118: un’ambulanza è intervenuta sul posto e ha trasportato la paziente al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova.
L’episodio riaccende il dibattito sull’organizzazione della continuità assistenziale sul territorio. In casi di assenza del medico, sottolineano i cittadini, dovrebbe essere garantita una comunicazione immediata alla popolazione per evitare situazioni di rischio e inutili attese davanti a un servizio che dovrebbe essere attivo. Una vicenda che i presenti definiscono grave e sulla quale potrebbero ora essere richiesti chiarimenti alle autorità sanitarie competenti.