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di Tito Di Persio

GIULIANOVA. Una porta aperta, e una polemica che si spalanca insieme a lei. Al liceo “Marie Curie” di Giulianova un avviso affisso nell’istituto impone di tenere costantemente aperte le porte degli antibagno. Le porte degli antibagno a scuola sono finite così al centro di una formale contestazione scritta da alcuni genitori e indirizzata alla dirigente scolastica Silvia Recchiuti.
Liceo Curie, porte degli antibagno aperte
«Pur comprendendo appieno la necessità dell’amministrazione di vigilare sulla sicurezza degli ambienti, prevenire atti di vandalismo o contrastare l’uso improprio dei locali, ritengo che la misura adottata superi di gran lunga i limiti della proporzionalità, finendo per ledere gravemente sia la riservatezza delle ragazze e dei ragazzi, sia lo spirito autenticamente educativo che dovrebbe guidare la scuola», si legge nella lettera.
La protesta dei genitori
Sul piano pedagogico, scrivono, la scuola dovrebbe formare cittadini consapevoli attraverso un percorso di fiducia e di crescita reciproca, non con divieti e controlli generalizzati. E avvertono: «Trasformare gli spazi scolastici in contesti di sorveglianza ostentata scardina il patto formativo che lega l’istituzione, i docenti e gli studenti».
Per i genitori, «la vigilanza da parte del personale scolastico e del corpo docente deve configurarsi come una presenza guida e un’opera di sensibilizzazione al rispetto dei beni comuni, e non come un monitoraggio visivo indiscriminato che crea disagio, imbarazzo e violazione del decoro personale di studenti in maggioranza minorenni».
Privacy degli studenti, i rilievi nella lettera
C’è poi il capitolo della privacy. Nella lettera si richiama il principio di minimizzazione e proporzionalità dell’articolo 5 del regolamento europeo 2016/679 (GDPR) e si citano le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, secondo cui le esigenze di custodia e sorveglianza non autorizzerebbero le scuole a esporre servizi igienici e antibagno alla vista di personale, altri studenti o persone di passaggio nei corridoi.
Il punto, per chi scrive, è chiaro: «Mantenere la porta dell’antibagno spalancata elimina la protezione visiva e il filtro igienico indispensabili per garantire l’intimità di chi fruisce dei servizi».
La richiesta di revocare l’avviso
I genitori sollevano anche una questione igienico-sanitaria: la porta sempre aperta annullerebbe la funzione di filtro dell’antibagno, favorendo la diffusione di aria viziata e odori verso i corridoi molto frequentati.
La richiesta alla dirigente Silvia Recchiuti è netta: «Le chiedo formalmente di voler revocare o sospendere con effetto immediato l’avviso in questione».
E la lettera si chiude con un auspicio: «Confido che la Scuola sappia individuare modalità di vigilanza e prevenzione alternative, basate sul rafforzamento dei controlli e sul dialogo educativo, in linea con i valori formativi e con il rispetto della legge».
Bagni chiusi in attesa dei sensori antifumo
Il finale, però, non è quello che i genitori speravano: come provvedimento, la dirigente ha affisso su diversi bagni un cartello con la scritta «rotto».
Contattata telefonicamente, Silvia Recchiuti spiega le ragioni della scelta: «Volevamo evitare di far fumare i ragazzi nel bagno. Quello di chiudere alcuni bagni è un provvedimento temporaneo in attesa che montano i sensori antifumo nei bagni e poi tutto tornerà alla normalità».