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Edicole, scuola e lettura: la sfida per riportare i giovani ai quotidiani passa dall'educazione e da un uso più consapevole dei social

È questa la filosofia che ispira la cosiddetta "legge salva edicole", articolata su un doppio livello

Edicole, scuola e lettura: la sfida per riportare i giovani ai quotidiani passa dall'educazione e da un uso più consapevole dei social
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Le edicole non rappresentano soltanto un punto vendita di giornali, ma un presidio culturale che può tornare a svolgere un ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni. È questa la filosofia che ispira la cosiddetta "legge salva edicole", articolata su un doppio livello: da un lato il bonus fiscale annuale previsto a livello nazionale a sostegno degli esercenti, dall'altro la recente riforma approvata in Abruzzo che riconosce i chioschi come autentici presìdi culturali del territorio.

La vera sfida, però, va oltre il sostegno economico. Il tema è come riportare i giovani alla lettura dei quotidiani cartacei e, soprattutto, all'approfondimento delle notizie in un'epoca dominata dai contenuti rapidi dei social network.

Una possibile risposta arriva dalla scuola. Rafforzare i progetti di lettura dei quotidiani in classe, promuovere incontri con giornalisti e professionisti dell'informazione, spiegare agli studenti il lavoro che si nasconde dietro un articolo: dalla verifica delle fonti alla scrittura, fino alla responsabilità che accompagna ogni notizia pubblicata. Un percorso capace di alimentare il senso critico, il rispetto dell'informazione e la consapevolezza del valore del giornalismo. 

In questo contesto si inserisce anche il crescente dibattito sull'utilizzo dei social network da parte degli adolescenti. L'Unione Europea ha invitato gli Stati membri a valutare l'innalzamento dell'età minima di accesso a 16 anni, mentre diversi Paesi stanno già adottando norme più restrittive. In Italia l'accesso ai social è consentito dai 14 anni, con il consenso dei genitori fino ai 15, ma sono allo studio proposte per limitarne ulteriormente l'utilizzo tra i minori. All'estero, Spagna e Regno Unito stanno valutando misure analoghe, mentre l'Australia ha già introdotto il divieto per gli under 16, accompagnato da sanzioni nei confronti delle piattaforme che non rispettano la normativa.

Uno scenario dove emerge una domanda che guarda al futuro dell'informazione: e se il quotidiano in edicola diventasse il vero social culturale delle nuove generazioni? Un luogo, fisico e ideale, dove scuola, giornalismo e lettura possano tornare a incontrarsi, formando cittadini più informati, consapevoli e capaci di distinguere tra una notizia verificata e un contenuto che scorre velocemente sullo schermo di uno smartphone?