L'incidente
Schianto sul Lotto Zero verso Giulianova: traffico in tilt e lunga coda
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Un invito diretto alle istituzioni e alle autorità della provincia di Teramo, affinché possano verificare di persona una situazione che da tempo viene segnalata dai cittadini. L’esperimento proposto è semplice: acquistare un biglietto alla stazione ferroviaria del capoluogo. Un gesto quotidiano che, però, racconta molto di più. Al sindaco Gianguido D’Alberto, l’autore si dice pronto a fare da guida in qualità di operatore televisivo, per mostrare da vicino le condizioni vissute ogni giorno da pendolari e viaggiatori.
La sala d’attesa
Entrando nella sala d’attesa, ciò che colpisce non è la mancanza di pulizia – garantita con impegno dagli addetti – ma una condizione legata alla presenza notturna di persone senza fissa dimora. In attesa dell’apertura del centro notturno di Villa Pavone, l’ambiente si presenta difficile: odori intensi, giacigli di fortuna stesi a terra e telefoni collegati alle prese per la ricarica. Il riscaldamento della stazione diventa un rifugio indispensabile per chi non ha alternative.
I disagi
A questo si aggiungono i disagi per i viaggiatori: il momento dell’acquisto del biglietto alle macchinette automatiche è spesso accompagnato da richieste insistenti di denaro, tanto che molti cittadini raccontano di rinunciare al biglietto cartaceo, cercando qualcuno capace di operare tramite smartphone. Una domanda ricorre con frequenza: perché non spostare le emettitrici automatiche nella nuova area della stazione?
Il tema, tuttavia, va oltre il semplice disagio quotidiano. Riguarda il diritto alla sicurezza, alla libertà di movimento e alla vivibilità degli spazi pubblici. Un diritto che appartiene a tutti – cittadini, pendolari e turisti – e che chiama in causa l’attenzione e le scelte delle istituzioni locali.