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Cocciniglia tartaruga, primi risultati sui pini di Pineto: cosa hanno scoperto i controlli

A Pineto le verifiche sugli alberi trattati mostrano una forte devitalizzazione degli esemplari giovani, ma serviranno altri controlli per valutare l’efficacia complessiva dell’intervento e l’eventuale estensione della sperimentazione a tutta la costa teramana

Cocciniglia tartaruga, primi risultati sui pini di Pineto: cosa hanno scoperto i controlli
di Tito Di Persio
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PINETO. I primi risultati dei trattamenti fanno registrare segnali incoraggianti, ma la partita contro la cocciniglia tartaruga è tutt’altro che conclusa. A Pineto, dove è stata avviata una specifica attività di contrasto alla Toumeyella parvicornis, le verifiche effettuate sui pini sottoposti a trattamento hanno evidenziato una significativa devitalizzazione soprattutto delle forme giovanili del parassita. Un primo riscontro positivo che, tuttavia, dovrà essere confermato dal monitoraggio delle prossime settimane.

La problematica non riguarda però soltanto Pineto. La presenza della cocciniglia tartaruga rappresenta infatti una questione che interessa il patrimonio arboreo dell’intero litorale teramano e, quindi, tutte le sette sorelle dell’Adriatico: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi. Un fronte che rende necessario un approccio coordinato, considerata la diffusione del parassita e la presenza lungo la costa di un patrimonio importante di pini domestici.

A Pineto l’attività di contrasto è stata avviata in collaborazione con l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e con il coordinamento del Servizio Fitosanitario regionale. Le prime verifiche sugli alberi trattati, a partire dagli interventi effettuati il 17 agosto, hanno evidenziato un’elevata efficacia dell’endoterapia. In particolare, le neanidi, cioè gli esemplari più giovani della cocciniglia, sono apparse scure e rinsecchite, segnale compatibile con l’azione dell’insetticida introdotto attraverso il trattamento.

Non si tratta però ancora di un bilancio definitivo. L’azione dell’endoterapia si completa infatti nell’arco di 45-60 giorni e sarà quindi necessario attendere il naturale completamento del processo. Per questo è già stato programmato un nuovo controllo tra circa un mese, quando sarà possibile verificare anche le condizioni degli esemplari adulti ancora presenti sulle piante.

I numeri dell’attività di monitoraggio danno la dimensione dell’intervento. Nel territorio comunale di Pineto sono stati controllati 712 esemplari di pino domestico, con circa 330 alberi sottoposti a trattamento. Nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano gli alberi monitorati sono stati 1.568, mentre circa 300 sono stati trattati. Al Parco Filiani, inoltre, sono state sottoposte a intervento 84 piante.

Parallelamente, il Servizio Fitosanitario regionale sta valutando la possibilità di avviare un intervento di carattere scientifico e sperimentale basato sull’introduzione di un antagonista naturale della Toumeyella parvicornis, sulla scorta di esperienze già condotte in altre regioni italiane. Un’eventuale sperimentazione dovrà naturalmente essere condivisa e realizzata nel rispetto dei protocolli e delle disposizioni nazionali.

«I primi riscontri ci consentono di guardare con fiducia al lavoro avviato, perché sui pini trattati è stata osservata una evidente devitalizzazione soprattutto delle forme giovanili della cocciniglia – dichiara il sindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta – è però importante procedere con la necessaria prudenza: i trattamenti di endoterapia hanno tempi fisiologici di azione e il monitoraggio dovrà proseguire nelle prossime settimane. Tra un mese avremo un ulteriore elemento di valutazione sull’efficacia complessiva degli interventi».

Il sindaco sottolinea inoltre la necessità di un’azione coordinata e costante, coinvolgendo istituzioni, organismi regionali e proprietari privati delle alberature. Una necessità che assume ancora maggiore rilevanza se si considera che il problema non si ferma ai confini di un singolo Comune, ma interessa un sistema costiero nel quale i pini rappresentano una presenza caratteristica e di grande valore paesaggistico.

L’Amministrazione comunale ricorda infine che qualsiasi intervento contro la Toumeyella parvicornis deve essere preventivamente comunicato al Servizio Fitosanitario regionale. Anche le operazioni di potatura e lo smaltimento del materiale vegetale devono essere effettuati nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente.

La cocciniglia tartaruga, dunque, resta un problema aperto per tutta la costa teramana. I primi risultati ottenuti a Pineto rappresentano un segnale incoraggiante, ma serviranno ulteriori controlli per capire se i trattamenti riusciranno effettivamente a contenere il parassita. E soprattutto sarà necessario un coordinamento tra le sette città costiere, perché la tutela dei pini dell’Adriatico teramano non può essere affrontata Comune per Comune come se si trattasse di fenomeni separati.