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Violenza

Castel Castagna, migliorano le condizioni del 22enne accoltellato: sarà ascoltato dai carabinieri

Secondo quanto si apprende, i medici hanno sciolto la prognosi riservata e il ragazzo non è più in pericolo di vita, anche se resta sotto stretta osservazione per monitorare l'evoluzione delle sue condizioni cliniche

Migliorano le condizioni del giovane in ospedale
Migliorano le condizioni del giovane in ospedale
di Tito Di Persio
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CASTEL CASTAGNA. Migliorano le condizioni di salute del 22enne di Atri rimasto gravemente ferito venerdì sera durante la drammatica vicenda familiare avvenuta nella frazione Castagna Bassa, nel territorio comunale di Castel Castagna. Il giovane, che martedì 21 luglio compirà gli anni, ha superato la fase più critica dopo il delicato intervento chirurgico cui è stato sottoposto all'ospedale "Mazzini" di Teramo.

L'aggiornamento

Secondo quanto si apprende, i medici hanno sciolto la prognosi riservata e il ragazzo non è più in pericolo di vita, anche se resta sotto stretta osservazione per monitorare l'evoluzione delle sue condizioni cliniche. La ferita riportata al torace era stata particolarmente grave: la coltellata aveva perforato un polmone, arrivando a sfiorare il cuore, rendendo necessario un immediato intervento chirurgico. Il miglioramento del quadro sanitario apre ora una nuova fase anche sul fronte delle indagini. I carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Teramo e dal sostituto procuratore Davide Rosati, non hanno ancora potuto raccogliere la testimonianza del 22enne, considerata un passaggio fondamentale per ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto all'interno dell'abitazione dei nonni.

Interrogatorio

Il 22enne potrebbe essere ascoltato già nella giornata di martedì 21 luglio, o al massimo mercoledì 22 luglio, qualora le sue condizioni lo consentiranno. Gli investigatori attendono infatti di poter acquisire direttamente la sua versione dei fatti, elemento ritenuto decisivo per confrontare il suo racconto con quello già fornito dagli altri presenti e chiarire definitivamente la dinamica della vicenda.

Le indagini

L'inchiesta resta infatti aperta e diversi aspetti sono ancora da chiarire. Gli investigatori stanno verificando attentamente la ricostruzione fornita dalla zia 55enne e dagli anziani nonni presenti quella sera, una versione sulla quale sarebbero emersi alcuni elementi ancora da approfondire. Per questo motivo, al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi e non si parla più semplicemente di un possibile raptus del giovane, ma di una vicenda complessa sulla quale gli inquirenti vogliono fare piena luce. Secondo quanto ricostruito finora, la tragedia si sarebbe consumata durante una cena nell'abitazione degli anziani nonni. Per motivi ancora sconosciuti sarebbe scoppiata una violenta discussione tra il 22enne e la zia. La situazione sarebbe poi degenerata: il giovane avrebbe colpito la donna alla testa con un piatto in ceramica, provocandole una profonda ferita. La 55enne avrebbe quindi impugnato un coltello e colpito il nipote al torace, sostenendo di aver agito per difendersi dall'aggressione. Nel corso della concitazione sarebbe intervenuto anche il nonno 87enne, padre della donna, nel tentativo di proteggere la figlia. L'anziano sarebbe però caduto a terra riportando la frattura del femore e altri traumi, finendo anche lui ricoverato all'ospedale "Mazzini". Anche la nonna avrebbe cercato di fermare il nipote utilizzando il proprio bastone. Dopo essere stato ferito, il 22enne sarebbe riuscito ad allontanarsi dall'abitazione a bordo del proprio scooter. Dopo aver percorso alcune centinaia di metri, però, avrebbe perso i sensi a causa dell'emorragia in corso, cadendo rovinosamente a terra. I soccorsi sono scattati immediatamente dopo la chiamata al 112 da parte dei vicini, allertati dalla zia che era uscita in strada per chiedere aiuto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Teramo, che hanno avviato gli accertamenti e svolto un accurato sopralluogo nell'abitazione. I militari hanno sequestrato diversi oggetti ritenuti utili alle indagini, tra cui due coltelli. Uno di questi, quello ritenuto utilizzato durante la colluttazione e trovato sporco di sangue, sarebbe stato fatto recuperare dalla stessa 55enne dopo essere stato gettato dalla finestra nel giardino. Il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo d'inchiesta, ha già ascoltato la donna e raccolto i primi elementi investigativi. Ora l'attenzione è concentrata sulle condizioni del giovane e sulla possibilità di ascoltarlo a breve. La sua testimonianza potrebbe rappresentare il tassello mancante per ricostruire quei pochi minuti di violenza che hanno sconvolto la famiglia e l'intera comunità di Castel Castagna. Solo dopo aver acquisito tutti gli elementi, la Procura potrà delineare con maggiore precisione eventuali responsabilità e le ipotesi di reato.