L'incidente
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di Giancarlo Falconi

Un’irruzione notturna, il volto coperto e le armi puntate contro una coppia di coniugi ultraottantenni. È da questo episodio, avvenuto nella notte del 9 ottobre 2024 a Maltignano, in provincia di Ascoli Piceno, che ha preso avvio l’inchiesta su una rapina particolarmente violenta, culminata nel ferimento delle vittime e nel loro ricorso alle cure mediche.
L’udienza davanti al gip
Ieri mattina i cinque indagati, tutti residenti in provincia di Teramo, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ascoli Piceno. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, la gip Simona D’Ottavi ha confermato le misure cautelari già disposte: detenzione in carcere per quattro uomini – uno dei quali inizialmente irreperibile e poi costituitosi spontaneamente – e obbligo di dimora per la donna.
Le dichiarazioni degli indagati
Nel corso dell’udienza due degli indagati, tra cui la donna, hanno risposto alle domande del giudice negando ogni responsabilità. Gli altri tre hanno invece scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe fatto irruzione nell’abitazione mentre i due anziani erano nel dormiveglia. Sotto la minaccia di armi da fuoco, le vittime sarebbero state costrette ad aprire la cassaforte, dalla quale furono sottratti circa 4mila euro in contanti. Durante l’azione i coniugi furono anche percossi, riportando lesioni tali da rendere necessario l’intervento sanitario.
Le indagini e gli elementi a carico
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Ascoli Piceno e denominata “Ultimo Nodo”, è stata condotta dai carabinieri attraverso un’articolata attività investigativa. Fondamentali il sopralluogo nell’abitazione, l’analisi del dna rinvenuto su una corda utilizzata per immobilizzare le vittime, l’esame dei tabulati telefonici, le testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza lungo le vie di fuga. Un quadro indiziario che, secondo gli investigatori, ha permesso di ricostruire l’assalto e di individuare i presunti responsabili, tutti legati al territorio teramano.