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L'editoriale

Tanto rumore per nulla: Masci si conferma sindaco di Pescara e rafforza la sua maggioranza

Il centrodestra si rafforza mentre il campo largo del centrosinistra ne esce con le ossa rotte. Il tutto condito da una figuraccia che la politica pescare se e abruzzese non meritava

Carlo Masci
Carlo Masci
di Alfredo Giovannozzi
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PESCARA. Cosa resta sul campo di queste elezioni comunali suppletive parziali di Pescara? Resta che Carlo Masci è confermato Sindaco in una misura superiore a due anni fa e che se qualcuno pensava di poter ribaltare la situazione, ne è uscito non solo con la certezza della sconfitta ma con numeri peggiori rispetto alle precedenti. Pensare o sperare che in 23 sezioni su 147 si potesse ribaltare la situazione era già complicato ma che tutto si trasformasse in un clamoroso autogol, peggiorando non solo la situazione ma anche un risultato ottenuto in precedenza ha tutte le connotazioni di harakiri perfetto.

Masci non solo ne è uscito vincitore ma, addirittura, rafforzato; con una maggioranza che vedrà cambiare qualche rapporto di forza in Consiglio Comunale e nulla più. Costantini, Pettinari e Fusilli con le ossa rotte. Certo, se irregolarità c’erano state era giusto fare ricorso. Certo se brogli elettorali si erano verificati era giusto sdegnarsi e chiedere l’annullamento. Ma è altresì vero che parlare di voto falsato, di brogli elettorali e di schede ballerine, quasi ci si trovasse in una puntata di Gomorra, non ha fatto bene né alla politica pescarese e neppure a una città che avrebbe meritato ben altra immagine.

Il Consiglio di Stato, dal canto suo, non poteva fare altro che prendere atto di una situazione, dovuta più alla dabbenaggine e all’incapacità di alcuni presidenti e segretari di seggio che alla criminalità organizzata, e stabilire che in 23 sezioni su 170 si tornasse alle urne. Attenzione non ad annullare le elezioni per brogli, ma a un ritorno alle urne estremamente parziale. Da qui: denunce, querele, cause giudiziarie, attacchi personali che hanno inquinato le acque di una politica pescarese e, perché no, anche abruzzese che ha sempre vissuto su altri livelli di credibilità e correttezza.

L’immagine della più importante città abruzzese ne è uscita sporcata davanti all’intero Paese e le casse comunali più povere di oltre 100.000 euro: il costo delle nuove elezioni parziali. Per di più, visto il risultato elettorale, qualche consigliere di minoranza sarà obbligato a lasciare lo scranno occupato due anni fa a vantaggio di qualcuno della maggioranza.

Insomma una Waterloo per chi pensava e sperava in un ribaltone al quale, forse, in fondo in fondo nemmeno lui credeva. Carlo Masci avrà nel breve periodo un solo problema: valutare se la sua maggioranza avrà una variazione nei rapporti di forze tra i partiti che la sostengono e, eventualmente, procedere a un rimpasto di giunta. Per il resto avrà più forza, in questo secondo mandato, per portare avanti i suoi programmi e le sue idee di amministratore della città. Resta appesa una sola domanda alla quale è difficile dare una risposta nonostante il risultato elettorale: perché se gli indizi di brogli e irregolarità erano così forti non annullare completamente le elezioni e farle ripetere nella loro interezza? Già, perché? Se c’erano state gravi irregolarità allora si cancellava tutto e si ricominciava da capo ma, se così non era, inutile ripetere il voto.

Questo non lo sapremo mai ma la giusta sintesi di tutta questa storia l’ha tracciata secoli fa tale William Shakespeare: “Much Ado About Nothing”, (molto rumore per nulla)!