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Riconoscimenti

Premio Giovanni Galeone, Massimiliano Allegri premiato a Pescara

Allegri non si è sottratto all’abbraccio dei tifosi biancazzurri, firmando autografi e facendo selfie

Massimiliano Allegri, al centro
Massimiliano Allegri, al centro
di Paolo Renzetti
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PESCARA È stato Massimiliano Allegri a monopolizzare ieri la prima edizione del Premio “Giovanni Galeone”. Nella gremitissima aula consiliare di Palazzo di Città l’ex tecnico del Milan ha ricevuto il premio che è andato anche a Gian Piero Gasperini bloccato però a Roma.

Allegri non si è sottratto all’abbraccio dei tifosi biancazzurri, firmando autografi e facendo selfie con i fortunati tifosi che sono riusciti a immorrtalarsi con lui.

All’evento di ieri, 27 maggio, presentato dal giornalista Sky Daniele Barone c’è stato il ricordo di Galeone che ha scritto alcune delle pagine più importanti della novantennale storia del Pescara Calcio, con le due promozioni in serie A dei biancazzurri nelle stagioni 1986-1987 e 1991-1992. All’evento della sala consiliare di Palazzo di Città presenti l’allenatore del Lecce Eusebio Di Francesco e tanti biancazzurri di ieri e di oggi.

Tra gli ospiti anche Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori.

"Mi colpì - ha detto Allegri visibilmente commosso - subito al primo allenamento perché disse delle cose che fino a quel momento non avevo mai sentito sulla parte sportiva sulla parte tecnica dei giocatori e sono cose che mi sono rimaste dentro che mi porto dietro ancora tuttora, ma la caratteristica del mister era sicuramente quella di essere un precursore avanti rispetto agli altri le cose che lui diceva trent'anni fa, 40 anni fa, perché ormai sono passati tanti anni, sono ancora tuttora valide e anche novità. Essere ma non prendersi troppo sul serio, ma fare le cose molto seriamente, ecco questa è un'altra cosa che mi sono portato dietro e che spero di non perdere perché più si diventa un po' più ragionevoli, un po' più saggi e più si perde un po' di quella quell'incoscienza che lui ha sempre avuto fino all'ultimo giorno. L’ho visto l'ultima volta l'anno scorso a Udine e anche lì sorrideva ed era sempre pronto a dirti la parola giusta e credo che che da dove ci guarda sicuramente vedrà quanto questa città lo ami”.