L'intervento
Pescara, occupazioni irregolari: il Comune libera l’alloggio ERP di via Tavo
di Paolo Renzetti

PESCARA. «Sono davvero addolorato per la scomparsa di Michele Ramundo. Pur essendo originario della Puglia, era diventato a tutti gli effetti un pescarese, profondamente innamorato della nostra città e della sua comunità. È stato un magistrato illuminato, una figura di grande equilibrio e spessore umano, che ha sempre saputo interpretare il proprio ruolo con rigore, correttezza e senso delle istituzioni».
Queste le parole del sindaco di Pescara Carlo Masci dinanzi alla notizia della morte di Michele Ramundo
«Nel corso della sua carriera ha mantenuto un profilo fortemente istituzionale, contribuendo a costruire rapporti improntati al rispetto reciproco tra magistratura e avvocatura. Era una persona stimata da tutti, perfettamente inserita nel tessuto cittadino e capace di lasciare un segno profondo non solo sotto il profilo professionale, ma anche umano. Ho avuto il privilegio di condividere con lui un rapporto di sincera amicizia e grande stima, nato negli anni della mia professione forense, quando frequentavo quotidianamente il Tribunale, e proseguito durante il mio impegno politico e amministrativo. Anche negli ultimi anni non ha mai fatto mancare la sua vicinanza, i suoi consigli preziosi e il suo costante sostegno. Tra noi si era consolidato un legame fondato sul rispetto reciproco, sull’ammirazione e sull’amicizia. Con la sua scomparsa Pescara perde un uomo di grande valore, che ha dedicato intelligenza, passione e competenza al servizio della giustizia e della comunità. Alla sua famiglia rivolgo, a nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Pescara, le più sentite condoglianze e un affettuoso abbraccio in questo momento di dolore».