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Cosa è successo

Pineto, muore a 28 anni: Alessio, il malore e la tragedia

«Non si può morire a 28 anni», si legge in uno dei tanti messaggi. E ancora: «Ogni giorno un colpo al cuore», «Riposa in pace, bellissimo angelo». Frasi che restituiscono tutta l’incredulità di una comunità che oggi si trova a piangere un ragazzo nel pieno della vita

Alessio Massa
Alessio Massa
di Tito Di Persio
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PINETO. Una notizia che ha lasciato un’intera comunità senza parole. Pineto è sotto choc per la morte improvvisa di Alessio Massa, giovane di appena 28 anni, stroncato da un malore. Una tragedia che ha spezzato una giovane vita e gettato nel dolore una famiglia molto conosciuta e stimata in città.

Lo sgomento della comunità

La notizia della scomparsa di Alessio si è diffusa rapidamente nella serata di sabato 5 settembre, lasciando sgomenti amici, conoscenti e quanti lo avevano incontrato e conosciuto nel corso della sua giovane vita. Sui social, nel giro di poche ore, sono comparsi centinaia di messaggi di cordoglio. Un susseguirsi di fotografie, ricordi e parole cariche di dolore davanti a una morte tanto improvvisa quanto difficile da accettare.

Le parole di cordoglio

«Non si può morire a 28 anni», si legge in uno dei tanti messaggi. E ancora: «Ogni giorno un colpo al cuore», «Riposa in pace, bellissimo angelo». Frasi che restituiscono tutta l’incredulità di una comunità che oggi si trova a piangere un ragazzo nel pieno della vita.

Il ricordo di Alessio

Di Alessio vengono ricordati soprattutto il sorriso, la solarità e il suo modo di stare insieme agli altri. Le immagini pubblicate da amici e familiari raccontano un giovane allegro e affettuoso, circondato dagli affetti più cari e protagonista di tanti momenti di felicità. Fotografie di feste, abbracci e giornate trascorse insieme che oggi assumono un significato ancora più doloroso.

L’abbraccio della comunità alla famiglia

A stringersi attorno alla famiglia è l’intera comunità pinetese. Un abbraccio ideale rivolto alla mamma Moira, al papà Giuseppe, alla sorella Sara, alle nonne Lina, Dina e Gabriella e a tutti i familiari, chiamati ad affrontare una perdita tanto grande e difficile da comprendere.