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La nota

Pierburg, Fiom lancia l'allarme sulla cessione di Lanciano e Livorno, scatta lo sciopero

Sindacati in rivolta: giovedì 4 giugno braccia incrociate per due ore e presidio davanti agli stabilimenti

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Luca Di Renzo
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LANCIANO. La Fiom-Cgil ha proclamato uno sciopero di due ore per giovedì 4 giugno negli stabilimenti Pierburg di Lanciano e Livorno. La mobilitazione è stata decisa dal sindacato per protestare contro la decisione unilaterale del gruppo tedesco Rheinmetall di avviare la cessione delle attività italiane a un fondo, eludendo - sostiene la sigla - il tavolo istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La "rottura" delle relazioni industriali

La decisione della multinazionale di procedere ha generato una dura reazione sindacale. Secondo la nota diffusa dalla Fiom, l'operazione di vendita sta avvenendo senza alcun coinvolgimento del Mimit e ignorando palesemente gli impegni assunti in precedenza nel corso delle trattative ufficiali. Una condotta che rischia di creare un precedente gravissimo nelle relazioni tra imprese e parti sociali in Italia, aggiungono ancora nella nota dalla sigla.

Utili e fondi 

L'aspetto che maggiormente alimenta la contestazione risiede nella solidità finanziaria della proprietà. Rheinmetall non attraversa una fase di crisi, bensì si consolida come un colosso internazionale del settore della difesa capace di generare miliardi di euro di profitti, rimarcano dalla sigla. Tali guadagni, sottolineano ancora le sigle dei lavoratori, derivano in buona parte da commesse pubbliche stanziate dallo Stato italiano. La scelta di vendere gli asset strategici di Lanciano e Livorno a un acquirente privato, stando alle segnalazioni dei sindacati tedeschi, appare quindi inaccettabile e priva di logica industriale.

Sciopero e richieste al Governo

La giornata di mobilitazione di giovedì 4 giugno vedrà l'astensione dal lavoro concentrata in due ore per ogni turno. Per il personale giornaliero e il primo turno, lo sciopero è fissato dalle ore 10 alle ore 12, lasso di tempo in cui si svolgeranno assemblee e un presidio davanti ai cancelli delle fabbriche. Per i turni pomeridiani e notturni, l'interruzione avverrà nelle ultime due ore della prestazione. L'obiettivo immediato è sensibilizzare l'opinione pubblica e costringere l'esecutivo a un intervento immediato.

Le rivendicazioni della Fiom-Cgil sono chiare: convocazione urgente della dirigenza tedesca a Roma con figure munite di pieni poteri negoziali, blocco preventivo della compravendita e garanzia di parità di tutele occupazionali rispetto ai colleghi della Germania. Il sindacato chiede infine di vincolare l'assegnazione di future risorse statali al pieno rispetto della responsabilità sociale d'impresa, escludendo chi sceglie di delocalizzare o vendere senza confronto.