La caduta
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di Redazione Pescara

PESCARA. Nasce a Pescara, oggi 16 settembre, il Centro di Trasferimento Tecnologico associativo a Confindustria Abruzzo Medio Adriatico con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra Università e imprese e creare un collegamento più efficace tra i risultati della ricerca e la loro applicazione concreta nel sistema produttivo.
L'iniziativa ha il patrocinio delle tre Università abruzzesi e mette al centro il tema del trasferimento tecnologico, della valorizzazione della proprietà intellettuale e della necessità di favorire un dialogo più strutturato tra ricerca e impresa.
Il progetto prende le mosse dall’osservazione dei risultati dei bandi MIMIT dedicati agli Uffici di Trasferimento Tecnologico del 2016-2017 e del 2020-2021, che hanno evidenziato segnali positivi in termini di incremento delle attività di scouting, brevetti e contratti di licensing e cessione. Un’esperienza che ha confermato le potenzialità della collaborazione tra ricerca e imprese, ma anche la necessità di rafforzare ulteriormente il collegamento tra questi due mondi.
I brevetti
Sono 120 i brevetti sviluppati dai tre atenei abruzzesi, oltre 400 imprese interessate e un patrimonio di competenze nei settori biotecnologie, farmaceutica, scienze della vita e agroalimentare per trasformarsi in innovazione industriale.
I dati raccolti sui brevetti dei tre atenei abruzzesi mostrano un patrimonio significativo e alcune caratteristiche comuni. All’Università degli Studi dell’Aquila i brevetti si concentrano in quattro ambiti: chimica e nuovi materiali, edifici, costruzioni e architettura, salute e biomedicale, macchinari e attrezzature. Circa il 65% dei brevetti risulta concesso e/o depositato, evidenziando un importante livello di valorizzazione della proprietà intellettuale.
All’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara la maggior parte dei brevetti riguarda il settore della salute e del biomedicale. Particolarmente significativo il dato relativo al loro sviluppo: l’87% dei brevetti ha avuto seguito attraverso depositi, concessioni e attività di licensing, mentre il 43% è stato realizzato in collaborazione con altri enti o aziende, a conferma della presenza di esperienze già orientate alla cooperazione con soggetti esterni al mondo accademico.
Anche l’Università degli Studi di Teramo presenta competenze caratterizzate. I brevetti si concentrano nei settori della salute e biomedicale e dell’agritech e foodtech. Un elemento distintivo è rappresentato dal fatto che tutti i brevetti risultano realizzati in collaborazione con altri enti o aziende, evidenziando una forte propensione alla costruzione di percorsi condivisi di ricerca e innovazione.
Il patrimonio brevettuale degli atenei presenta opportunità poiché la maggior parte delle tecnologie analizzate risulta potenzialmente disponibile per percorsi di licensing, cessione e co-sviluppo industriale, offrendo alle imprese la possibilità di accedere a competenze e soluzioni già sviluppate dal sistema della ricerca.
A questo si aggiungono i servizi che gli Atenei possono mettere a disposizione delle imprese, tra cui accesso ai laboratori, attività di scouting e consulenza tecnico-scientifica. Strumenti particolarmente importanti.