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Il ricordo

Pescara ricorda il maresciallo Marino Di Resta a trent’anni dalla scomparsa

Gli appuntamenti delle celebrazioni

Pescara ricorda il maresciallo Marino Di Resta a trent’anni dalla scomparsa
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Domani 16 settembre a Pescara si terrà la cerimonia commemorativa in occasione del trentennale dell’uccisione del Mar. Ca. Marino Di Resta, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, caduto per mano di una banda criminale.

 Il programma delle celebrazioni, che vede la presenza della vedova Giuseppina Franzoni e dei figli, si articolerà in due momenti principali:

 Alle 09:45 in piazza Marino Di Resta la solenne cerimonia commemorativa alla presenza del Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, Generale di Corpo d'Armata Rosario Castello, unitamente alle massime autorità civili, militari e religiose.

 Alle 11 al Centro polifunzionale e culturale "Aurum" la prosecuzione dell'evento con l'esposizione di uniformi e veicoli storici dell'Arma; mostra delle opere del maestro “Renè” dedicate al servizio quotidiano dell'Arma dei Carabinieri; un dialogo tra la giornalista Grazia Di Dio e la D.ssa Franzoni; la consegna di due borse di studio ad altrettanti studenti meritevoli offerte dalla vedova;  l'esibizione della Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri di Roma.

Chi era

 Il Maresciallo Capo Marino Di Resta fu insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: Addetto a Nucleo Operativo di Comando Provinciale, rintracciati, unitamente ad altro militare, quattro malviventi armati che poco prima avevano rapinato un rappresentante di preziosi, pur consapevole della situazione d'inferiorità, non esitava ad affrontarli per prevenirne la fuga. Notato il commilitone sul punto di essere proditoriamente sopraffatto, dando prova di generoso altruismo e sereno sprezzo del pericolo, usciva arditamente allo scoperto intimando ai malviventi di lasciare libero il collega. Investito da violenta azione di fuoco, replicava prontamente con l'arma in dotazione riuscendo a ferire tre malfattori prima di cadere esanime al suolo attinto da numerosi colpi. L'eroico comportamento consentiva di salvare la vita al commilitone e successivamente di pervenire all'identificazione ed alla cattura dei quattro malviventi, di recuperare la refurtiva, nonché di sequestrare numerose armi e munizioni. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all'estremo sacrificio.