Cultura
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di Paolo Renzetti

PESCARA. La comunità della pesca di Pescara piange la scomparsa di Lucio Di Giovanni, storico armatore di 63 anni, morto improvvisamente a causa di un malore nella sua abitazione nelle prime ore del 2026. La notizia ha scosso profondamente l’intero ambiente marinaro, già segnato da lutti che negli ultimi anni hanno colpito duramente la famiglia Di Giovanni. La figlia Marta, infatti, si ritrova ad affrontare un nuovo dolore dopo la perdita dei fratelli Lorenzo e Marco, e della madre Francesca, deceduta nel marzo 2025 in un incidente motociclistico mentre era insieme al marito. Ora, a distanza di pochi mesi, la famiglia deve dire addio anche a Lucio.
L’ultimo saluto tra le sirene dei pescherecci
La comunità renderà omaggio a Lucio con un momento simbolico in banchina, dove le imbarcazioni faranno risuonare le sirene in suo onore.
Il cordoglio della città e il ricordo dei pescatori
In queste ore si moltiplicano i messaggi di affetto e vicinanza, soprattutto sui social. Tra i primi a ricordarlo pubblicamente c’è Angelo Natarelli, fondatore del gruppo «Pescatori a tavola», che ha dedicato a Lucio parole intense sia sulla pagina del gruppo sia sul proprio profilo personale. Natarelli lo descrive come «una figura imponente, un professionista del mare e un uomo capace di affrontare le onde più difficili della vita con una forza d’animo rara». Ricorda anche un recente incontro all’asta del pesce, dove Lucio gli aveva ribadito la sua disponibilità e gli aveva parlato delle criticità del settore. Il suo messaggio si chiude con un saluto che sta facendo il giro dei social: «Buon vento, gigante del mare».
Una vita dedicata alla pesca
Di Giovanni era armatore di quattro tra i pescherecci più importanti della flotta pescarese: Giulliana, Marco, Manuccio e Maria Teresa. Una carriera costruita sul lavoro quotidiano, sul sacrificio e su un legame profondo con il mare e con la sua comunità. Per molti pescatori rappresentava un punto di riferimento, una figura che ha segnato un’epoca della pesca adriatica.
Il dolore della famiglia e dell’intera marineria
Il ricordo che emerge da amici, colleghi e conoscenti è quello di un uomo buono, che ha affrontato prove durissime senza mai perdere dignità e coraggio. Oggi la marineria pescarese si stringe attorno ai suoi familiari: la figlia Marta, il genero Giacomo, la nipotina Bianca, i fratelli Ennio e Francesco, e le sorelle Liviana e Giuliana. Un abbraccio collettivo che testimonia quanto Lucio fosse amato e rispettato.
Il sindaco Masci
Queste le parole del sindaco Carlo Masci. «E’ un momento di profondo dolore, per gli armatori e per la marineria, non solamente di Pescara. La nostra città, l’intero comparto della pesca, perdono un grande imprenditore del mare, un profondo conoscitore di tutte le dinamiche di questo settore, sempre impegnato con serietà e passione e in prima linea nelle interlocuzioni con le istituzioni per lo sviluppo del porto e del mercato ittico. Lucio Di Giovanni sapeva guardare oltre i problemi, con il suo fare riflessivo e pacato, e l'ultima volta che l'ho incontrato in Comune è stato circa un mese fa: è venuto a rappresentarmi una serie di questioni da affrontare e abbiamo riflettuto insieme sulle possibili soluzioni da mettere in campo. Anche allora, come era accaduto in passato, mi ha colpito la sua capacità di interloquire con equilibrio, il che ha rafforzato il sentimento amicale che provavo nei suoi confronti e che Lucio, sono certo, sapeva suscitare in tutti. Oggi non è semplice fare i conti con la sua morte improvvisa, e l'unica consolazione è che nella sua nuova vita eterna abbia ritrovato i suoi cari, che hanno lasciato questa terra prima di lui. Il mio pensiero, a nome dell'Amministrazione e della città, va alla famiglia, ai suoi affetti, ai suoi colleghi pescaresi e di tutte le marinerie, nella certezza che tutti lo ricorderemo con stima, affetto e riconoscenza».