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Pescara, il centro diventa una giungla: nuovi ostacoli e barriere per i disabili

L'associazione Carrozzine Determinate denuncia la gestione dei cantieri: "Diritti negati e cittadini costretti a muoversi in mezzo al traffico"

Pescara, il centro diventa una giungla: nuovi ostacoli e barriere per i disabili
di Luca Di Renzo
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PESCARA. L’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo lancia un duro atto d'accusa contro l'amministrazione comunale di Escara, denunciando la creazione di nuove barriere architettoniche nel cuore della città. Nel pieno centro urbano, a pochi passi dal Municipio, la gestione deficitaria dei cantieri sta rendendo impossibile la circolazione a persone con disabilità, anziani e genitori con passeggini. A causa dell'interruzione dei marciapiedi senza la predisposizione di percorsi alternativi, i cittadini sono costretti a spostarsi sulla carreggiata, mettendo a rischio la propria incolumità tra i veicoli in transito.

Il presidente dell'associazione, Claudio Ferrante, ha descritto una situazione di estrema gravità, parlando di persone con disabilità letteralmente "sequestrate" dalla mancanza di accessibilità. Secondo Ferrante, il centro cittadino è stato trasformato in un pericoloso percorso a ostacoli che viola apertamente le normative vigenti in materia di mobilità urbana.

Nonostante l'intervento dell'assessora alle Politiche per la disabilità, Gianna Camplone, avvenuto circa due settimane fa, la situazione è rimasta invariata. "Non sono concessioni o favori: sono obblighi di legge", ha ribadito il leader dell'associazione, sottolineando come i problemi potrebbero essere risolti rapidamente con una migliore organizzazione dei cantieri.

L'attacco si sposta poi sul piano politico, con una richiesta diretta al Sindaco affinché passi dagli annunci ai fatti. L’associazione chiede interventi strutturali e servizi reali, rifiutando quella che definisce una "politica di facciata" che tradisce i diritti fondamentali dei cittadini più vulnerabili.

Il clima resta teso: l'associazione Carrozzine Determinate ha lanciato un ultimatum di sette giorni all'amministrazione comunale. In assenza di un riscontro concreto e risolutivo, sono già state annunciate iniziative eclatanti a tutela della legalità e della mobilità universale.