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La strage

Parco d’Abruzzo, avvelenati 18 lupi: l'indignazione del ministro e l'appello alla tutela della specie

Gilberto Pichetto Fratin: Ho chiesto di individuare il responsabile nel minor tempo possibile

Parco d’Abruzzo, avvelenati 18 lupi: l'indignazione del ministro e l'appello alla tutela della specie
di Redazione Pescara
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PESCARA. L’uccisione, attraverso esche avvelenate, di 18 lupi all’interno del Parco d’Abruzzo non è passato inosservato. Sulla vicenda è intervenuto oggi, giovedì 23 aprile, il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin che ha detto: "Giudico orrendo e grave l’uccisione di 18 esemplari di lupi e di altri animali selvatici nel Parco d'Abruzzo. Ho chiesto al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari di accentuare i controlli sul territorio al fine di individuare nel più breve tempo possibile i responsabili dell’accaduto. Il ministero dell'Ambiente è particolarmente attento e sensibile alla protezione e alla tutela di una specie animale così importante ai fini dell'equilibrio del nostro ecosistema. Manterremo alta l'attenzione per impedire che queste ignobili azioni non vanifichino gli sforzi condotti affinché la popolazione questa preziosa specie raggiungesse un numero tale da consentirne il passaggio da specialmente protetta a protetta”.

Sull’argomento è intervenuta anche la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Non, Udc e Maie che ha detto: "Atroce la mattanza di 18 lupi nel parco d'Abruzzo e bene ha fatto il ministro Pichetto a chiedere maggiori controlli sul territorio, per evitare simili scempi e assicurare alla giustizia l'autore o gli autori di un crimine aberrante. I lupi, così come gli orsi, sono fondamentali per il nostro ecosistema e sono delle specie da tutelare e difendere. Questi spregevoli atti di violenza, quelli che non esito a definire massacri, sono indice di quanto lavoro resti da fare per spiegare che non è in questo modo che si assicura la coesistenza tra specie e la coabitazione tra esseri umani e animali, che non sono pericolosi ma hanno solo la fisiologica necessità di vivere il loro ambiente senza la nostra intrusione e senza l'occupazione dei loro spazi. La becera propaganda sfruttata per scatenare i più bassi istinti dell'uomo porta a gesti di una ferocia che non dovrebbe appartenerci. Non si raggiunge la sicurezza armando i fucili e sparando. In questo modo anche noi non saremo al sicuro".