Calcio
Rebus panchina per il Pescara, che batte l'asta per Di Nardo e Olzer. Sirene da Salerno per Foggia
di Giuliano De Matteis

L'AQUILA. L’Abruzzo si prepara ad affrontare eventuali emergenze legate al virus Ebola, dopo il focolaio registrato nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda e il recente caso sospetto segnalato a Cagliari, poi risultato negativo ai test.
Nel corso di una riunione convocata dalla Protezione Civile nazionale, la Regione ha individuato le Asl di Pescara e di Avezzano-Sulmona-L’Aquila come centri hub regionali per l’inquadramento clinico, epidemiologico e la valutazione del rischio legato a possibili casi sospetti.
Il ruolo della Asl di Teramo
Accanto ai due hub opereranno i centri spoke regionali. La Asl Lanciano-Vasto-Chieti farà riferimento all’hub di Pescara, mentre la Asl di Teramo sarà collegata all’hub della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
Il modello organizzativo rientra nelle misure previste dal Ministero della Salute per il monitoraggio e la gestione di eventuali casi riconducibili al virus.
Le misure previste dal Ministero
Tra i provvedimenti adottati a livello nazionale figurano l’obbligo di dichiarazione per chi arriva da Congo e Uganda, l’individuazione di cinque diversi livelli di rischio, l’aeroporto di Fiumicino come hub sanitario nazionale e la definizione di strutture di riferimento per le malattie infettive in ogni regione.
Il centro nazionale di riferimento resta l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.
Verì: “Solo misure precauzionali”
L’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì ha spiegato che la Regione ha recepito le indicazioni ministeriali predisponendo il sistema che entrerà in funzione in caso di necessità.
L’assessore ha precisato che si tratta esclusivamente di misure preventive e che, allo stato attuale, in Abruzzo non esistono evidenze di possibili rischi di contagio.
Coinvolte le unità di malattie infettive
La Regione ha inoltre deciso di attivare una rete specialistica infettivologica a supporto dei Dipartimenti di Prevenzione e dei servizi territoriali di igiene pubblica per la valutazione dei soggetti che dovessero sviluppare sintomi durante eventuali periodi di sorveglianza sanitaria o isolamento fiduciario.
Della rete faranno parte le quattro unità operative di malattie infettive presenti nelle aziende sanitarie abruzzesi.