Abruzzo Daily

Logo
Logo
Il processo

Disastro Rigopiano: slitta il deposito delle motivazioni della sentenza d'appello

Concessa una proroga di 90 giorni per la complessità del compendio probatorio e la carenza di organico

Disastro Rigopiano: slitta il deposito delle motivazioni della sentenza d'appello
di Redazione Pescara
2 MINUTI DI LETTURA

PESCARA. La Corte d'Appello di Perugia ha disposto nelle ultime ore lo slittamento dei termini per il deposito delle motivazioni della sentenza d'appello relativa al processo per il disastro di Rigopiano, accogliendo la richiesta di proroga di ulteriori 90 giorni a causa dell'estrema complessità del caso e del sovraccarico degli uffici giudiziari.

Le motivazioni

Il presidente della Corte, Giorgio Barbuto, ha formalmente accolto l'istanza presentata dal collegio giudicante, presieduto da Paolo Micheli e dalla consigliera relatrice Carla Giangamboni. Nel provvedimento viene evidenziato come la stesura del documento sia resa ardua dall'ingente compendio probatorio accumulato durante le fasi del giudizio di rinvio. La mole di dati, testimonianze e perizie tecniche richiede un'analisi minuziosa per garantire la solidità giuridica della decisione.

Criticità dell'organico giudiziario a Perugia

Oltre alla natura del processo, pesano fattori logistici e strutturali. Barbuto ha sottolineato la necessità di gestire il carico complessivo della Corte, aggravato dall'imminente pensionamento di ben quattro dei sette consiglieri della sezione penale. Tale situazione ha imposto un aumento delle udienze per definire altri procedimenti urgenti prima della cessazione dal servizio dei magistrati, riducendo inevitabilmente il tempo a disposizione per la redazione della sentenza su Rigopiano.

L'attesa delle parti civili

La decisione sposta ulteriormente in avanti il termine per conoscere i dettagli del ragionamento dei giudici di secondo grado. Il numero elevato di imputati e di parti civili coinvolte rende questo passaggio fondamentale per i successivi ed eventuali ricorsi in Cassazione. La proroga di tre mesi riflette la delicatezza di una vicenda che continua a segnare la cronaca giudiziaria italiana.