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Il caso

Trasacco, insulti omofobi: la denuncia di due fratelli e il sostegno del sindaco

I due giovani scrivono: perché la dignità fa rumore molto più dell’anonimato

Cesidio Lobene
Cesidio Lobene
di Pino Veri
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TRASACCO. Una circostanziata denuncia è stata presentata alla caserma dei carabinieri di Trasacco da due fratelli rispettivamente di 21 e 25 anni: la denuncia è per gli insulti omofobi ricevuti da anonimi. E sono proprio loro a palesare il loro risentimento ottenendo anche l’appoggio del sindaco Cesidio Lobene che su Facebook si schiera con loro.

Cosa è successo

Che scrivono: «Oggi pomeriggio, alle ore 18 e 17, mio fratello ed io abbiamo ricevuto chiamate anonime più e più volte. Dopo l’ennesima, ho deciso di rispondere. E quello che è arrivato dall’altra parte non è stato solo vigliaccheria: sono volati insulti, minacce tra le quali "non uscite per Trasacco perché poi sono c... vostri" ed altre frasi omofobe gravissime. Nel 2025 c’è ancora chi pensa di potersi nascondere dietro un numero anonimo per sputare odio. Più ti fai i c.... tuoi, più certa gente sembra sentirsi autorizzata a disturbare, provocare, invadere. Ma una cosa sia chiara: non ci facciamo intimidire. Abbiamo già raccolto tutto ed andiamo a denunciare. E aggiungo una cosa: l’odio gratuito dice sempre molto di più su chi lo pratica che su chi lo subisce. Io, come mio fratello, andiamo avanti per la nostra strada, a testa alta — perché la dignità fa rumore molto più dell’anonimato. Vergogna».