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Tra cinema abruzzese e intellegenza artificiale, proiezione gratuita a L'Aquila del docufilm "Paolina, la ragazza senza gioventù"

L'aquilana Paolina Giorgi, assassinata da un uomo respinto, fu protagonista del femminicidio più clamoroso della Belle Époque

Paolina Giorgi, protagonista del docufilm
Paolina Giorgi, protagonista del docufilm
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Torna in visione all’Aquila il docufilm “Paolina, La ragazza senza gioventù”, un’opera che continua a suscitare interesse e partecipazione per la forza della sua narrazione e per l’originalità del linguaggio utilizzato. Dopo aver coinvolto spettatori, studenti, docenti in un intenso percorso di scoperta della figura di Paolina Giorgi, il film sarà nuovamente proiettato, oggi giovedì 11 giugno, alle ore 18 al Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea con ingresso libero.

La realizzazione è dell’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” con la regia di Fabrizio Pompei, la sceneggiatura di Iaia Centofanti, le musiche originali di Elena Floris e le elaborazioni con intelligenza artificiale di Giuseppe Tandoi.

Di cosa si tratta

L’appuntamento rappresenta anche l’occasione per conoscere una delle più recenti e innovative esperienze cinematografiche realizzate in Abruzzo. Il docufilm, infatti, affianca alla ricerca storica, alle testimonianze e alla ricostruzione teatrale l’impiego creativo dell’intelligenza artificiale, utilizzata come strumento espressivo per ampliare le possibilità del racconto audiovisivo. Una scelta che testimonia come le più recenti tecnologie stiano trovando spazio anche nelle produzioni culturali del territorio, aprendo nuove prospettive alla narrazione cinematografica.

Si tratta di un nuovo contributo creativo al crescente interesse per la figura dell’aquilana Paolina Giorgi, una delle artiste più brillanti del rutilante mondo che tra fine Ottocento e inizio Novecento fu il Cafè-chantant. Nel 1911, Paolina Giorgi fu famosa anche per il tragico assassinio impostole da un innamorato respinto, diventando protagonista del femminicidio più clamoroso della Belle Époque.

La produzione restituisce al pubblico il mosaico ricco e coinvolgente di coraggio, determinazione, arte e resilienza di Paolina Giorgi, non per caso definita “ragazza senza gioventù”. Girato interamente in Abruzzo, nei luoghi che hanno visto nascere e agire la protagonista, il docufilm è un vero e proprio viaggio attraverso il tempo e il territorio in cui si intrecciano ricostruzioni teatrali, testimonianze e documenti d’archivio.

Uno dei contributi che impreziosisce l’opera è l’intervista con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, recente Premio Strega e Campiello, che riflette sull'importanza della letteratura nel dar voce a chi spesso rimane in silenzio, come Paolina e in generale le donne vittime di violenza.

Il recupero della memoria

Il progetto nasce con l’intento di recuperare e valorizzare memorie femminili, spesso trascurate, attraverso un linguaggio innovativo e accessibile, in grado di parlare al pubblico contemporaneo.

La realizzazione, supportata con il contributo della Giunta Regionale d’Abruzzo – Servizio Beni e Attività Culturali, L.R. 98/99 – è basata sugli studi di Errico Centofanti, grazie ai quali dal 2008 è stata restituita notorietà alla figura della “ragazza senza gioventù”.

Il docufilm si avvale della partecipazione, oltre che di Errico Centofanti e Donatella Di Pietrantonio, di altri studiosi che apportano una brillante sfaccettatura al racconto dell’avvincente avventura umana di Paolina: da Fabrizio Marinelli, presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, a Silvia Nanni e Martina Sconci, nonché Stefano De Matteis e Maria Teresa Giusti, delle Università Roma Tre e Chieti-Pescara.

Alla creazione di Fabrizio Pompei, professore di regia nell’Accademia di Belle Arti di Firenze, e Iaia Centofanti, dramaturg della Compagnia della Contessa, s’intrecciano il video artist Giuseppe Tandoi, l’attrice Gemma Maria la Cecilia e la violinista Elena Floris, con brani dello spettacolo di cui sono state protagoniste nel 2024, e infine la voce fuori campo di Veronica Visentin. Contributi non trascurabili, quelli di Diodato Salvatore e Francesco Colantoni per le riprese, di Giuseppe Tandoi e Diodato Salvatore per il montaggio, di Francesco Colantoni per il color, di Diego Sebastiani per le registrazioni audio, di Manuela D’Innocenzo e Pierluigi Rossi per la produzione esecutiva.