Abruzzo Daily

Logo
Logo
Lavoro

Sulmona, crisi Valle Peligna: la mobilitazione continua fino allo sciopero generale territoriale

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono la convocazione del Consiglio Comunale di Sulmona e del Consiglio Regionale, aperto a tutti i sindaci delle Valle Peligna, e un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Sulmona, crisi Valle Peligna: la mobilitazione continua fino allo sciopero generale territoriale
di Redazione L'Aquila
3 MINUTI DI LETTURA

SULMONA. Si va verso lo sciopero generale territoriale, per la vertenza Valle Peligna. Si è tenuta oggi, 18 febbraio, a Sulmona, l’assemblea unitaria dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla vertenza Valle Peligna. Dopo i precedenti incontri e la manifestazione dello scorso 31 dicembre, prosegue, infatti, la mobilitazione, perché le tante crisi che colpiscono questo territorio, e che interessano circa mille lavoratrici e lavoratori, necessitano di provvedimenti urgenti ed eccezionali. Senza contare le numerose attività commerciali e di servizi che ultimamente hanno ridimensionato la loro presenza, ridotto il personale e, nei casi peggiori, sono state costrette a chiudere, con ulteriori ricadute sul già grave spopolamento del territorio e sul generale e progressivo impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale di un’intera area.

«Il futuro della Valle Peligna è a rischio e non possiamo perdere altro tempo - hanno dichiarato Francesco Marelli della Cgil, Giampaolo Biondi della Cisl, Maurizio Sacchetta della Uil e Roberto Bussolotti della Ugl -. Nessuno può permetterselo. E ciò anche in considerazione del fatto che lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti: la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, cioè 6.810 residenti. Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. C’è bisogno di risposte concrete ed attuali, di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, attraverso un modello partecipativo ed inclusivo. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l’attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo! All’esito dell'incontro e del confronto tra tutte le organizzazioni sindacali, abbiamo perciò deciso di chiedere la convocazione del Consiglio Comunale aperto a tutti i sindaci della Valle Peligna e la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario sul tema. E ciò affinché il Presidente della Giunta Regionale, Marco Marsilio, congiuntamente all’Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive, assuma l’impegno di avviare concretamente un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy».

Marrelli, Biondi, Sacchetta e Bussolotti concludono: «Abbiamo, peraltro, avuto modo di verificare chi, tra i rappresentanti istituzionali presenti alla manifestazione del 31 dicembre, ha effettivamente sottoscritto, come annunciato, il documento unitario presentato in quell’occasione, e cioè un manifesto unitario per l’avvio immediato di un tavolo di confronto certo, comprovabile e partecipato sia a livello regionale sia a livello ministeriale, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e al consolidamento delle attività produttive e per affrontare la crisi dell’automotive e dei grandi servizi e per il riconoscimento alla Valle Peligna dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Ebbene, ad oggi, il documento non risulta ancora sottoscritto dal Sindaco di Sulmona e dalle Consigliere Regionali. Hanno, invece, firmato questo documento i Parlamentari Gabriella Di Girolamo e Miche Fina, il Consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e sindaci di Gagliano Aterno, di Acciano e Cansano. Quindi, con rammarico, dobbiamo constatare che dal 31 dicembre nulla si è mosso per ricercare soluzioni adeguate alla grave crisi di un territorio che non può permettersi di perdere altro tempo senza avere risposte concrete. E all'orizzonte ci sono altri licenziamenti».