Chiesa
Diocesi dei Marsi, due nuovi seminaristi al Convegno ecclesiale di Avezzano
di Pino Veri

SULMONA. In seguito all'esito degli interrogatori di garanzia, i difensori della madre, Valentina D'Acunto, del suo compagno, Vincenzo Esposito, e del nonno delle due minori, Marco D'Acunto, hanno deciso di non presentare alcuna richiesta di riesame contro le misure cautelari disposte nella provincia di Latina, confermando la volontà di rispettare le intese di udienza e di attendere il prosieguo del procedimento per compiere le necessarie valutazioni, a seguito del ritrovamento delle due sorelle a Formia dopo la loro scomparsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena.
Le parole del legale
Il giudice ha convalidato l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso, disponendo per i tre l'obbligo di dimora nella provincia di Latina e l'obbligo di firma due volte al giorno presso i carabinieri.
L'avvocato Enrico Mastantuono, difensore della madre, ha dichiarato: «Nessuna volontà di chiedere il riesame. Manteniamo fede a quelle che sono state le intese d'udienza. Dopo l'esito finale faremo le nostre valutazioni». La decisione è stata condivisa anche con il collega Luca Cupolino, legale degli altri due indagati.
Il ruolo professionale e il rapporto con l'assistita
L'avvocato Mastantuono ha poi commentato la propria scelta professionale: «Difendo narcotrafficanti, spacciatori, figuriamoci se ho paura di difendere una mamma. La vicenda può lasciare dolore, ma non sta a noi giudicare».
Sul fronte del rapporto con la propria assistita, il legale ha spiegato che dopo la scarcerazione non ci sono stati contatti significativi. «Valentina non ha più nulla da dire, non mi comunica nulla. All'epoca mi sono fatto portavoce del suo malessere. Lo rifarei se mi autorizzasse di nuovo, ma ora non ha nulla da dire», ha concluso il legale.