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Il caso

Sorelle ritrovate: interrogatori di garanzia a Sulmona per la madre e i presunti complici

Il tribunale di Sulmona avvia gli interrogatori per Valentina D'Acunto e gli altri indagati. La vicenda, definita un "amore malato" dal procuratore, solleva interrogativi sul futuro delle bambine

Sorelle ritrovate: interrogatori di garanzia a Sulmona per la madre e i presunti complici
di Luca Di Renzo
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Domani mattina, 26 giugno, alle ore 9:30, si svolgerà, nel Tribunale di Sulmona, l'interrogatorio di garanzia di Valentina D'Acunto, la 39enne madre delle due sorelle di Minturno (LT) ritrovate domenica scorsa in un'abitazione privata nel quartiere Rio Fresco a Formia, accusata insieme al compagno Vincenzo Esposito e al nonno Marco D'Acunto, di sequestro di persona volontario aggravato in concorso, a seguito della complessa vicenda giudiziaria legata alla decadenza della responsabilità genitoriale.

Il contesto giudiziario

La vicenda affonda le proprie radici nella conflittuale separazione tra la madre e il padre delle bambine, Stefano Di Giacinto. Il procuratore capo di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha descritto la situazione come un “esempio di amore genitoriale malato”.

Il 28 maggio, il tribunale di Cassino ha decretato la decadenza della responsabilità genitoriale per Valentina D'Acunto, confermando la necessità del collocamento delle minori in comunità. Secondo le autorità giudiziarie, la donna avrebbe esercitato per anni condotte manipolative, impedendo attivamente la ripresa dei rapporti tra le figlie e il padre.

Le dichiarazioni della famiglia

La famiglia materna, attraverso dichiarazioni pubbliche rilasciate anche durante programmi televisivi, sostiene che il gesto sia stato un estremo tentativo di richiamare l'attenzione sul vissuto delle bambine, le quali avrebbero, a loro avviso, molte cose da riferire.

Tuttavia, la posizione della magistratura rimane ferma sul reato di sequestro, con gli indagati che si trovano attualmente reclusi nelle carceri di Sulmona e Teramo.

La garante regionale per i detenuti, Monia Scalera, ha incontrato la donna in carcere, in un contesto reso ulteriormente drammatico dal recente suicidio di una giovane detenuta nello stesso istituto.