Inclusione
L'Aquila, Lilt e Special Olympics insieme per la prevenzione, l'inclusione e l'arte
di Redazione L'Aquila

ROCCARASO. Si apre il procedimento giudiziario nei confronti dell’uomo accusato di aver inseguito con la propria automobile l’orsa denominata Bambina e il suo cucciolo, in un episodio che ha suscitato forte indignazione tra associazioni ambientaliste e cittadini. L’imputazione è quella prevista dall’articolo 544 ter del Codice Penale, relativo al maltrattamento di animali.
Nel procedimento, l’associazione Tutela Animali Invisibili è stata ammessa come unica parte civile. “Siamo orgogliosi di difendere chi non ha voce, una specie a rischio estinzione”, dichiarano dall’associazione, sottolineando la gravità dell’accaduto e l’importanza di proteggere una fauna simbolo dell’Appennino abruzzese.
Accanto alla soddisfazione per l’azione legale, emerge però anche un rammarico: l’assenza della Regione Abruzzo nel procedimento. “Ci chiediamo perché – affermano –. Il danno arrecato riguarda non solo gli animali, ma anche l’immagine della Regione. Eppure, tutto tace”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’avvocato Luca Carbonara, definito dall’associazione “un professionista appassionato, al servizio di chi non può difendersi”.
Gli orsi, ricordano gli attivisti, rappresentano un patrimonio indisponibile dello Stato e quindi di tutta la collettività. Animali rari e preziosi, simbolo naturale dell’Abruzzo, la cui tutela assume oggi un valore ancora più significativo. L’associazione conclude con un appello chiaro: “Vogliamo giustizia”.