Il riconoscimento
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di Pino Veri

PENNE. «Esprimo, a nome di Anci Abruzzo e di tutti i sindaci della nostra regione, la più convinta solidarietà al sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, destinatario di gravi intimidazioni e pesanti attacchi personali per aver adottato, nell’esercizio delle proprie funzioni, un provvedimento finalizzato ad affrontare una problematica che interessa il centro storico della città». Così il presidente di Anci Abruzzo e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
La storia
Il primo cittadino ha deciso di allontanare i piccioni, a causa del loro numeroso guano e poi arginare i volatili che avrebbero “invaso” il centro storico, che è tra i più belli d’Abruzzo. Per il sindaco i piccioni hanno portato degrado. Il primo cittadino rassicura che nessun piccione verrà ucciso, ma grazie al lavoro di una ditta specializzata saranno solo allontanati.
Il progetto prevede l'utilizzo dei droni che scoprono il nido dei piccioni e poi gettano una sostanza non inquinante, ma provoca il loro allontanamento. Inoltre, saranno messe delle mangiatoie con del mangime anticoncezionale.
E così sono arrivate da tutta Italia delle proteste e delle intimidazioni da oltre 22 associazioni che lo hanno definito un “assassino”.
La difesa dell’Anci Abruzzo
«Definire assassino un sindaco che sta semplicemente svolgendo il proprio dovere, fino ad arrivare alle minacce di morte, significa oltrepassare un limite che nessuna società democratica può tollerare. In democrazia ogni scelta amministrativa può essere discussa, criticata e persino contestata nelle sedi opportune. Ciò che non può essere accettato è che il confronto degeneri in una campagna di delegittimazione personale, alimentando un clima d’odio incompatibile con il rispetto delle istituzioni e delle persone. Gli amministratori locali sono il presidio istituzionale più vicino ai cittadini. Ogni giorno assumono decisioni spesso complesse, chiamati a contemperare interessi diversi e sensibilità differenti. È legittimo non condividere una scelta, ma è dovere di tutti mantenere il confronto entro i confini del rispetto reciproco», aggiunge il primo cittadino dell'Aquila e presidente Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Abruzzo, Pierluigi Biondi.
«Il caso di Penne, purtroppo, non è isolato. L’ultimo rapporto di Avviso Pubblico, rilanciato dal Sole 24 Ore, ci dice che in Italia si registra un’intimidazione nei confronti di un amministratore locale ogni 28 ore - ricorda Biondi -. Nel 2025 sono stati censiti 309 atti intimidatori e oltre due casi su tre hanno colpito direttamente i sindaci, che rappresentano il 68% degli amministratori presi di mira, una percentuale in crescita rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo è il dato che riguarda i piccoli Comuni: il 57% delle intimidazioni si verifica in centri con meno di 20 mila abitanti, a dimostrazione di quanto gli amministratori delle realtà più vicine ai cittadini siano oggi i più esposti a pressioni, aggressioni e campagne di delegittimazione. È un fenomeno che non può essere normalizzato. Difendere un sindaco che viene insultato o minacciato per aver assunto una decisione amministrativa significa difendere la libertà di tutti gli amministratori di svolgere il proprio mandato senza condizionamenti. Il confronto, anche duro, è il sale della democrazia; l’insulto, le intimidazioni e le minacce ne rappresentano invece la negazione. Su questo non possono esserci ambiguità e Anci Abruzzo sarà sempre al fianco dei sindaci che, con senso delle istituzioni e spirito di servizio, continuano a lavorare per il bene delle proprie comunità».