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Il processo

Orsa Amarena uccisa: perché il nulla di fatto era prevedibile - Il parere di due avvocati

Secondo Pasquale Milo la decisione è stata utile anche per le parti civili

L'orsa amarena con i suoi cuccioli
L'orsa amarena con i suoi cuccioli
di Pino Veri
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AVEZZANO. Una battaglia procedurale intensa quella di ieri, lunedì 19 gennaio, nell’aula del tribunale di Avezzano in via Corradini sul caso dell'orsa Amarena uccisa.

La nullità per irregolarità dell’atto di citazione a giudizio dell’imputato, sollevata dalla difesa già in corso dell’udienza predibattimentale si dava per scontata. Ecco la ragione per la quale due avvocati si sono pronunciati in tal senso: la decisione era prevedibile. I due legali sono Leonardo Casciere che ha analizzato il caso assieme ad Abruzzo Daily e pur essendo avvocato di parte civile l'ha definita ineccepibile.

Ma anche l’avvocato Pasquale Milo si era espresso con un ragionamento oggettivo sostenendo che l’eccezione avrebbe potuto essere accolta anche in sede di appello e dunque la decisione è stata utile anche per le parti civili altrimenti si sarebbe rischiata la circostanza che riproporre il problema in quella sede avrebbe ulteriormente allungato i tempi.

Anche qui l’avvocato Casciere ieri aveva sottolineato il fatto che la questione riguardava le armi in possesso di Leombruni che in caso di condanna avrebbero potuto essere oggetto di confisca. Chiarificatrice inoltre la nota pubblicata ieri da Abruzz Daily di Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo che, insomma, non un’associazione da poco ed è nota non solo a livello nazionale e del resto il caso Amarena e i suoi due cuccioli è nota, si sa, sull'intero territorio. «L'uccisione di Amarena mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli, un atto che ha portato non solo all'ingiustificabile perdita di un singolo individuo, ma che potrà avere gravi ripercussioni anche sulle prospettive di sopravvivenza della già fragile sottospecie appenninica», ha commentato e ha espresso profonda preoccupazione.

Ricci prosegue: «I crimini contro gli animali selvatici continuano a scontare gravi criticità in termini di effettività della tutela e certezza della pena ed è forte il senso di impunità, anche quando si tratta dell'uccisione illegale di uno degli animali più simbolici e vulnerabili del patrimonio naturale italiano. - ha aggiunto - L'orsa Amarena non era soltanto un animale protetto: era un simbolo concreto di convivenza possibile tra uomo e fauna selvatica, seguito e conosciuto ben oltre i confini del territorio abruzzese»