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Inchiesta

Maxi blitz antimafia, coinvolte anche Pescara e L'Aquila

Complessivamente parliamo di 35 arresti contro un'organizzazione legata alla cosca Alvaro

(foto di repertorio)
(foto di repertorio)
di Tito Di Persio
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PESCARA. C'è anche l'Abruzzo, con le province di Pescara e L'Aquila, tra i territori interessati dalla vasta operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che nelle prime ore della mattina ha portato all'esecuzione di 35 misure cautelari in carcere nei confronti di presunti appartenenti a un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti e ritenuta vicina alla cosca Alvaro di Sinopoli.

L'operazione ha visto impegnati oltre 200 carabinieri in numerose province italiane. Oltre alla Calabria, i militari sono intervenuti anche in Abruzzo, con attività eseguite nelle province di Pescara e L’Aquila, oltre che a Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano e Pavia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale avrebbe gestito un articolato traffico di cocaina proveniente dal Sud America, organizzando importazione, trasporto e distribuzione della droga in diverse regioni italiane.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Reggio Calabria e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Palmi e del Nucleo Investigativo di Gioia Tauro, si sono sviluppate in due fasi. La prima ha preso avvio dall'analisi delle comunicazioni criptate della piattaforma Sky ECC, consentendo di ricostruire un'organizzazione operativa tra il 2020 e il 2021, che avrebbe movimentato oltre 300 chilogrammi di cocaina.

La seconda fase investigativa, svolta tra il 2023 e il 2024, avrebbe confermato la piena operatività del gruppo, documentando l'impiego di telefoni criptati, corrieri e staffette per il trasporto della droga verso diverse regioni del Paese, comprese le aree in cui sono state eseguite le perquisizioni e le misure cautelari, tra cui Pescara e L'Aquila.

Nel corso dell'inchiesta sono stati arrestati in flagranza quattro corrieri e sequestrati oltre 25 chilogrammi di cocaina pura.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e dall'agevolazione della cosca Alvaro, oltre a detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati.

L'operazione conferma come il traffico di droga gestito dalla criminalità organizzata abbia ramificazioni ben oltre la Calabria, interessando anche il territorio abruzzese, con Pescara e L’Aquila coinvolte nelle attività esecutive dell'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.