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L'intervista

LFoundry, Mario Casale: «Irricevibile l’esclusione dei lavoratori somministrati dagli accordi»

Così l'ex segretario della Cgil Marsica ad Abruzzo Daily

Mario Casale
Mario Casale
di Pino Veri
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AVEZZANO. Mario Casale, ex segretario della Cgil Marsica e conosciuto come appartenente ad Articolo Uno scrive specificatamente ad Abruzzo Daily parlando della situazione esistente in LFoundry, la maggiore azienda marsicana leader nel settore semiconduttori con più di 1000 addetti.

Casale notoriamente schierato nel centrosinistra scrive che «la decisione della Lfoundry di estromettere i lavoratori somministrati dagli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali è irricevibile. Peraltro tale linea aziendale contraddice quanto sostenuto nell'ultimo incontro ministeriale in cui le parole e le promesse sugli investimenti e sull'occupazione sono state molto evidenziate dall'azienda e dai rappresentanti istituzionali. A tutt'oggi l'unico fatto concreto è rappresentato dalla decisione aziendale di escludere i "somministrati" dagli altri lavoratori, declassandoli a lavoratori di serie b, pur con le stesse mansioni degli altri dipendenti Lfoundry, e con salari irrisori. Ciò è anche il frutto di una legislazione vigente che consente un utilizzo disinvolto dei lavoratori. E' il caso che finalmente sindacati confederali e forze progressiste propongano la revisione della legge sulle agenzie interinali e il superamento della somministrazione che sconfina spesso con la discriminazione e la diseguaglianza. Per non parlare delle altre forme di assunzione, come quella "a chiamata", che tolgono la dignità alle persone che vogliono lavorare. Sono più di 10 anni che i lavoratori "somministrati" lavorano in azienda senza ottenere alcun riscontro aziendale in termini di stabilità occupazionale e di salario. È ,invece, ora di invertire la tendenza e di riconoscere pari dignità a tutti lavoratori della Lfoundry, a cominciare dalla trasformazione dei contratti dei "somministrati" con l'assunzione diretta da parte della Lfoundry. Solo così si impedisce all'azienda di discriminare o fare scelte discrezionali e si consente a lavoratori e lavoratrici un trattamento economico e normativo corretto e giusto. Mi permetto di sollecitare le istituzioni del territorio e le forze sensibili ai temi del lavoro perché sostengano le iniziative sindacali intraprese a difesa dei "somministrati" e della dignità di tutte le persone che lavorano in azienda da tanti anni con generosità, competenza ed elevata professionalità».

Casale ci tiene a sottolineare che «Articolo Uno non esiste più essendo confluito nel Pd». È bene ascoltare la sua voce dal momento che il Pd in città ancora neanche presenta una sua lista in vista delle prossime elezioni. Ma se anche Casale si definisce un ex e il Pd ancora non esce allo scoperto e il sindaco della città pare che abbia fagocitato al suo interno maggioranza e opposizione chi rappresenta il centrosinistra ad Avezzano?