Scienza
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di Andrea Rapino

AVEZZANO. Si è tenuto nel pomeriggio di ieri, 8 ottobre, presso il Ministero a Roma l’atteso incontro con il nuovo Ceo di Sparc e l’attuale dirigenza di LFoundry.
Due precisazioni nel merito della vicenda: dopo i toni trionfalistici che di solito accompagnano la vertenza LFoundry (1300 dipendenti e dunque tra le più grandi aziende d’Abruzzo) è stato opportuno sentire l’opinione del sindacato e nello specifico della Cgil. «Nel metodo apprezziamo il cambio di passo nei toni del nuovo Ceo di Sparc e la presa di distanza dalla precedente gestione». Che significa? Nel comunicato di Fiom-Cgil, la frase “incontro con il nuovo Ceo di Sparc e l’attuale dirigenza di LFoundry” significa che al tavolo ministeriale era presente il capo della società proprietaria (Sparc) insieme ai dirigenti locali di LFoundry. Sparc è la holding cinese proprietaria di LFoundry. E la Cgil dà anch’essa un giudizio positivo sulla vicenda.
«La conferma del superamento della mono-committenza e la scelta di diversificare il portafoglio prodotti avvalorano quanto sostenuto in questi anni dai lavoratori, dal sindacato e dalle istituzioni». LFoundry lavorava solo per un committente. «Nel merito, nel corso dell’incontro è stato presentato un aggiornamento del piano industriale che vede un cambio di strategia rispetto alla precedente gestione. I piani illustrati, sebbene decisamente diversi in termini di prodotti e modalità di applicazione rispetto al passato, pur risultando più realistici di quanto visto finora, non vedono un impegno economico diverso da quanto già programmato con la vecchia gestione e su questo occorre un ulteriore sforzo che trasformi il buon piano commerciale presentato in vero piano industriale, in grado di aumentare la capacità della linea ei conseguenti volumi produttivi».
Dunque, il giudizio del sindacato è solo in parte positivo. «L’arco temporale necessario alla realizzazione del nuovo progetto impegnerà il sito avezzanese per i prossimi due anni e richiede un aggiornamento delle competenze dei lavoratori oltre che importanti cambiamenti a livello di ambiente lavorativo per recuperare la fiducia dei dipendenti. A questo proposito ci domandiamo come si faccia a recuperare fiducia nel sistema quando il resto della struttura aziendale, che ha portato avanti il vecchio piano, rimane invariata, soprattutto se la nuova governance ha iniziato a lavorare diversi mesi fa. Attenzione anche a creare spettri, siamo sicuri che da sette anni a questa parte la proprietà fosse completamento all'oscuro rispetto alla gestione del vecchio CEO o, piuttosto, ci si è resi conto tardi che la strategia pensata nel 2019 non pagasse? Le dichiarazioni circa la volontà di non utilizzare ammortizzatori sociali nel 2027, la cui valutazione è ancora in corso, così come quella di voler coinvolgere di nuovo il personale in somministrazione, quando e soprattutto se ve ne saranno le condizioni, la dichiarazione di voler mettere a proprio agio i dipendenti riconoscendone le capacità sono iniziative da apprezzare, se realizzate, e la FIOM, come sempre, sarà parte attiva della discussione basandosi sui fatti, sulle risorse reali e sulle azioni concrete, non sulle mere dichiarazioni d'intento ad un tavolo istituzionale».
I “sospetti” cui accennavamo sono confermati. E i trionfalismi di ieri sono ridimensionati in un quadro che però lascia sperare.