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L'Aquila, "Vi racconto L'Aquila": il 7 luglio la scrittrice Monica Pelliccione alla libreria Colacchi

Monica Pelliccione: «Per raccontare una città bisogna averla impressa sulla pelle. Sentirne il profumo, negli angoli più reconditi, coglierne gli scorci lontani, persi nei tramonti e nelle albe silenziose»

Monica Pelliccione
Monica Pelliccione
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. Appuntamento domani, 7 luglio, alle 18, alla libreria Colacchi, in corso Vittorio Emanuele, all'Aquila, con il firmacopie della giornalista, Monica Pelliccione e il suo nuovo libro "Vi racconto L'Aquila" (Masciulli Edizioni).

Dopo il successo della presentazione dell'ultima opera della scrittrice, dedicata alla città Capitale italiana della cultura 2026, Pelliccione incontra i lettori in un luogo simbolo del centro storico dove la storia incontra la tradizione: un viaggio che nasce dal desiderio di svelare suggestioni sopite e inni di gloria, in un percorso d’incastri, tra reminiscenze antiche e moderne: rappresentazioni che catturano la scena di una bellezza eterna.

Giochi di luce e immagini sacrali s’intrecciano in racconti conti e vivide sequenze: una sorta di romanzo della memoria in cui ritrovarsi, sfogliando ordinatamente le pagine della propria esistenza. In bilico tra passato e futuro.

Il libro, con la prefazione del caporedattore Rai Uno Cultura, Gianni Maritati, incarna un omaggio alle origini dell’autrice, che ha all’attivo già nove saggi dedicati all’Aquila e alla terra d’Abruzzo.

«Per raccontare una città bisogna averla impressa sulla pelle. Sentirne il profumo, negli angoli più reconditi - dichiara Pelliccione - coglierne gli scorci lontani, persi nei tramonti e nelle albe silenziose. Averne condiviso l’infanzia e i giochi di fanciulla, i palpiti adolescenziali e le conquiste, in un perenne divenire di giorni e di vita. Non vi è nulla che possa essere lasciato al caso nell’inerpicarsi geniale delle pietre, nel dedalo di vicoli che intesse la tela urbana. In ogni passo, una nuova scoperta nella meraviglia dell’architettura, tra i tesori nascosti all’occhio disattento e vulnerabile. L’Aquila con i suoi ricchi paramenti invita a perdersi tra le chiese e le piazze, con il naso all’insù per scorgere tra i bianchi angolari i gigli incastonati come fori dal primaverile incanto. Il borgo antico, percosso dalla furia della natura, rinato nei secoli per volontà imperterrita, accompagna il visitatore per mano seguendo il filo narrativo della storia».