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di Redazione cronaca

L’AQUILA. Tre appuntamenti, tre linguaggi differenti, tre modi di incontrare il pubblico e di abitare uno dei luoghi più suggestivi della città. Con gli spettacoli presentati lunedì 13 luglio, giovedì 30 luglio e domenica 2 agosto sulla Scalinata di San Bernardino, il Teatro dei 99 ha attraversato l’edizione 2026 dei Cantieri dell’Immaginario costruendo un percorso artistico eterogeneo, tenuto insieme da una precisa idea di programmazione: offrire alla città esperienze capaci di coniugare qualità, accessibilità e ricerca, senza rinunciare alla pluralità dei linguaggi dello spettacolo dal vivo.
Le tre proposte sono state Emozioni, con Giammarco Carroccia, Oblivion Collection e Jekyll & Hyde - Il Musical, con Simona Molinari.
Il primo appuntamento, lunedì 13 luglio, è stato affidato a Emozioni, una serata interamente dedicata alla musica di Lucio Battisti.
Giammarco Carroccia ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso alcune delle canzoni più amate dell’autore, affiancato dalle coreografie del Teatro dei 99, interpretate da Claudia Pompili, Giulia Fiore, Carlotta Serafini ed Eleonora Di Saverio, insieme ad alcune allieve della Scuola del Teatro dei 99. La danza ha così tradotto le atmosfere musicali in immagini e movimento. A completare la serata sono intervenuti Andrea Fugaro e Alessandro Coccoli, protagonisti di alcuni momenti comici costruiti a partire dai testi delle canzoni di Battisti, riletti con ironia e leggerezza. “Chi viene ad ascoltarci non è un semplice ascoltatore, ma diventa protagonista insieme a noi. Non siate timidi, cantate con noi: è un bellissimo momento di condivisione e ci fa anche bene” queste le parole di Giammarco Carroccia.
Con Oblivion Collection, andato in scena giovedì 30 luglio, il Teatro dei 99 ha compiuto un cambio di registro, portando all’Aquila la comicità musicale di Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli. Cinque voci e una chitarra hanno attraversato teatro, concerto, cabaret, parodia e cultura popolare, smontando e ricomponendo generi e riferimenti diversi attraverso il ritmo, l’intelligenza e l’ironia.
Lo spettacolo ha dimostrato come la leggerezza, quando costruita attraverso una solida qualità musicale e teatrale, non rappresenti una rinuncia alla ricerca, ma una delle sue forme più immediate e complesse: una porta attraverso la quale il pubblico può entrare nello spettacolo, riconoscere ciò che conosce e osservarlo improvvisamente da una prospettiva differente.
Il percorso si è concluso domenica 2 agosto con Jekyll & Hyde – Il Musical, produzione del Teatro dei 99 che ha visto Simona Molinari nel ruolo protagonista di Lucy, con Miriam Foresti e Marco Rotilio, la regia di Federica Ferrauto e la partecipazione della Compagnia Musical Theater “Teatro dei 99”.
Lo spettacolo ha riportato sulla scena uno dei progetti della storia del Teatro dei 99, nato circa vent’anni fa e riproposto oggi attraverso un nuovo allestimento, frutto di un lungo lavoro di preparazione. Musica, parola, danza e costruzione visiva hanno dato forma al conflitto tra luce e ombra, ragione e istinto, identità pubblica e desiderio nascosto, restituendo al celebre testo di Robert Louis Stevenson una dimensione corale e contemporanea.
La presenza ai Cantieri dell’Immaginario conferma così il Teatro dei 99 come un polo fondamentale per la vita culturale dell’Aquila: non soltanto uno spazio destinato alla presentazione
degli spettacoli, ma un luogo di produzione, formazione e incontro; una realtà capace di custodire la propria storia e, contemporaneamente, di metterla in discussione attraverso nuove collaborazioni, nuovi linguaggi e nuovi processi creativi. Un vero e proprio «laboratorio stabile per L’Aquila», come sottolineato dalla direttrice artistica Loredana Errico al termine di Jekyll & Hyde.
In ultima analisi, il percorso del Teatro dei 99 all’interno dei Cantieri dell’Immaginario 2026 racconta una precisa responsabilità culturale: non offrire alla città una sola idea di spettacolo, ma costruire una casa abbastanza ampia da accogliere la musica, il teatro, la danza, la comicità e il musical. Una casa nella quale la differenza non diventa dispersione, ma ricchezza; nella quale la qualità non coincide con l’esclusività, ma con la capacità di parlare a pubblici diversi; una casa che continua a crescere insieme alla città e alle persone che la attraversano.