Inclusione
L'Aquila, Lilt e Special Olympics insieme per la prevenzione, l'inclusione e l'arte
di Redazione L'Aquila

L'AQUILA. «Dove è finita l'operazione "Strade sicure", la cui attivazione era stata richiesta un anno fa, con voto unanime del Consiglio Comunale? L'operazione è stata insabbiata? Se sì, perché? Qualcuno dovrà pur spiegarlo ai cittadini». Le domande arrivano dai consiglieri comunali del capoluogo abruzzese, Enrico Verini, capogruppo Azione - Noi al Centro - L'Aquila Viva e Forte, e Gianni Padovani, capogruppo 99 L'Aquila, nella lettera inviata a Stefano Palumbo, presidente della Commissione “Garanzia e Controllo”, al Prefetto Vito Cusumano e al presidente del Tar, affermando: «Esprimiamo stupore e rammarico per il rifiuto dell'ex Prefetto di partecipare ad una seduta della Commissione “Garanzia e Controllo”, finalizzata a chiarire il blocco nella procedura di attivazione dell'operazione "Strade Sicure" e la dubbia legittimità, di metodo e merito, della nomina dell'architetto Marrocco a Comandante della Polizia Locale. Rattrista il fatto che nel frattempo L'Aquila continua ad arretrare nelle classifiche nazionali relative alla sicurezza ed alla criminalità, l'ex Prefetto abbia assunto una posizione formalistica e burocratica, esponendo antiquate e cavillose motivazioni per giustificare con decisione ingiustificata il proprio rifiuto».
Strade sicure
«Per quanto concerne invece l'attivazione dell'operazione "Strade Sicure", richiesta un anno fa con voto unanime dal Consiglio comunale, riteniamo che il Prefetto non patisca di alcun divieto di legge ad intervenire in sede di Commissione, organo del Comune fortemente interessato alla situazione della sicurezza cittadina - scrivono ancora nella missiva Verini e Padovani -. L'interlocuzione istituzionale tra Comune e Prefettura sulla sicurezza non può esplicitarsi, così come pretendeva l'ex Prefetto, esclusivamente attraverso il “Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica", Cposp. Al Cposp non partecipano i rappresentanti del Consiglio Comunale ma solo della Giunta i quali, anche se sulla questione avessero opinioni diverse da quelle espresse dal Consiglio Comunale, non potrebbero tentare, se non con abuso di potere, alcun annullamento od attenuazione della volontà espressa dalla massima Assise civica».
I due consiglieri comunali proseguono: «È in corso di verifica, inoltre, se la mancata informazione al Consiglio comunale sullo stato dell'iter amministrativo dell'operazione “Strade sicure” potrebbe, come sembrerebbe, integrare il reato di rifiuto o omissione di atti di ufficio, come da articolo 328 del codice penale. Tutto ciò premesso, chiediamo di invitare sia il neo nominato Prefetto, sia il Sindaco, in quanto componente Cposp, ad una prossima ed urgente riunione della Commissione Garanzia e Controllo, in modo da poter acquisire adeguate informazioni in merito alle motivazioni - fatto molto grave non comunicate alla città - che hanno portato all'ormai evidente arresto, forse maldestro insabbiamento?, della procedura per l'attivazione di "Strade Sicure"».
Verini e Padovani concludono: «Attendiamo con ansia il giorno in cui Prefettura e sindaco vorranno, bontà loro, dirci qualcosa su questa incresciosa “sparizione” di un progetto, la cui applicazione avrebbe sicuramente giovato alla peggiorante situazione della sicurezza urbana in Città. Ingiustificabile il fatto che L’Aquila si vanti del titolo di Capitale della cultura 2026, con una situazione della sicurezza precaria e preoccupante, soprattutto in quelle aree critiche, come al Castello e Terminal di Collemaggio, dove si sarebbero dovuti dispiegare i militari di "Strade Sicure" e dove si registrano continui episodi di spaccio diffuso, microcriminalità, risse e violenze di ogni genere».