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L'Aquila, l'opposizione in consiglio comunale: «Su Asm il sindaco Biondi scappa dal confronto mentre l’azienda affonda»

In Aula la minoranza espone uno striscione e critica l'operato dell'amministrazione sull'azienda partecipata

L'Aquila, l'opposizione in consiglio comunale: «Su Asm il sindaco Biondi scappa dal confronto mentre l’azienda affonda»
di Redazione L'Aquila
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L'AQUILA. I consiglieri comunale all'opposizione al Comune dell'Aquila, Paolo Romano, Massimo Scimia, Lorenzo Rotellini, Stefania Pezzopane, Simona Giannangeli, Stefano Albano, Enrico Verini, Gianni Padovani e Stefano Palumbo, la mattina del 15 dicembre in Consiglio comunale hanno esposto nuovamente uno striscione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla gravissima situazione di Asm. Aquilana società multiservizi Spa. «Un gesto semplice, trasparente e simbolico, ma evidentemente scomodo, visto che il sindaco Pierluigi Biondi ha preferito sottrarsi ancora una volta al confronto politico, abbandonando l’aula invece di assumersi la responsabilità di spiegare ai cittadini cosa stia accadendo alla principale azienda pubblica dei servizi ambientali. Da mesi, come opposizione, denunciamo con atti formali, interrogazioni, richieste di accesso agli atti, interventi in Consiglio e in Commissione una gestione fallimentare di Asm. Abbiamo chiesto chiarimenti sui conti, sui piani industriali mai realmente discussi, sulla sostenibilità economica dei servizi affidati e sulle ricadute occupazionali. Abbiamo sollecitato più volte l’amministrazione a intervenire con misure strutturali, senza mai ricevere risposte adeguate, né un confronto serio nel merito», dicono Paolo Romano, Massimo Scimia, Lorenzo Rotellini, Stefania Pezzopane, Simona Giannangeli, Stefano Albano, Enrico Verini, Gianni Padovani e Stefano Palumbo.

I numeri

I consiglieri comunali aggiungono: «I numeri, oggi, parlano purtroppo in modo inequivocabile. Asm è stata tenuta in piedi fino ad ora con operazioni tampone e soluzioni provvisorie, ma la situazione è precipitata: si passa da un disavanzo di circa 170mila euro nel 2024 a una previsione di chiusura del 2025 con una perdita di oltre 1 milione e 200mila euro. Una voragine finanziaria che rischia di ricadere interamente sui lavoratori, sui cittadini, sulla qualità dei servizi e, in ultima istanza, sulle casse pubbliche comunali. Continuare su questa strada significa esporre l’azienda al rischio concreto di un blocco delle attività e dei servizi essenziali».